Politica
LA MIOPIA DEI NOSTRI AMMINISTRATORI
in "Il Cittadino" del 4 ottobre 2007

• Egregio Direttore,
una domanda ovvia e banale, che potrebbe addirit-tura apparire inutile al buonsenso di molti, leg-gendo le molte osservazioni e lamentele di tanti, che il giornale raccoglie in questa pagina, sorge spontanea: le amministrazioni sono al servizio del-le comunità o le tasche dei cittadini sono a dispo-sizione degli amministratori? Non basta il salasso, in alcune situazioni esagerato, attuato attraverso l’ICI e l’addizionale Irpef, come se il possedere u-na casa o produrre un reddito fossero un furto nei confronti della collettività, ma ci si inventa spesso altri sistemi “estorsivi” affidandosi non di rado a “pescecani” che operano nel mercato dei servizi alle pubbliche amministrazioni. Sarebbe un atto po-litico incosciente con molta dell’attuale classe poli-tica ed amministrativa, ad esempio, se con il tra-sferimento del catasto ai comuni, si desse ai singoli comuni la facoltà di determinare gli estimi.
Venendo alla questione che sta a cuore, a quanto si legge, ad una moltitudine di lodigiani, quella delle multe, ci si può chiedere perché in particolari situazioni non intervenga la magistratura stante il fatto che dai racconti che i tartassati fanno, ad esempio sui “millisecondi” di giallo semaforico, si potrebbe ravvisare un’azione truffaldina nei con-fronti dei cittadini. Basta girare le strade per ac-corgersi che in molte situazioni sono imposti dai comuni vincoli e limitazioni che in termini di sicu-rezza non hanno ragione di essere, ma che al con-trario possono essere usati per fini di “cassa”. La questione potrebbe essere risolta semplicemente togliendo ai comuni ed affidando alla sola polizia stradale la possibilità di installare strumenti di con-trollo atti a garantire la sicurezza degli automo-bilisti e dei residenti. O altrimenti, poiché al senso comune appare che uno dei motivi del tartassare sia dovuto alla percentuale sulle multe che il forni-tore dell’apparecchiatura si ritaglia, basterebbe un provvedimento legislativo che limiti i contratti di servizio alla sola ed esclusiva manutenzione ordi-naria dei dispositivi. Inoltre, per disincentivare lo sfruttamento della questione sicurezza per fini di-versi dal prevenire incidenti e vittime della strada, si dovrebbero vincolare gli introiti delle multe e-sclusivamente alla manutenzione stradale e alla re-alizzazione di opere che aumentino la sicurezza della viabilità; ed in particolare destinare quelle per divieto di sosta alla realizzazione di nuovi par-cheggi.
Un’altra questione che dimostra la miopia di molte amministrazioni nei riguardi dell’interesse collettivo è quella delle “tangenziali”. Si costruisce una tan-genzialina per alleggerire il traffico all’interno di un paese, un’opera meritoria che però ha l’effetto secondario di far aumentare il valore dei terreni circostanti, tanto che si innesca quasi sempre la speculazione edilizia che porta in poco tempo a trasformare quella strada né più né meno in una strada interna al paese, bruciando sull’altare di interessi privati la realizzazione di un’opera di in-teresse pubblico collettivo. Anche qui, a provve-dimenti legislativi di natura urbanistica che impe-discano la speculazione su tali aree non ci pensa nessuno.
Aiuterebbe, poi, ma questo è un altro discorso, l’accorpamento dei comuni in entità più grandi, fatto che assicurerebbe una visione dei problemi più ampia e nell’uso e gestione del territorio certamente più razionale.

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