Politica
BISOGNA INVERTIRE LA ROTTA
in "Il Cittadino" del 2 ottobre 2007
• Gentile Direttore,
oggi, che “l’uomo qualunque”, l’antipolitica ha tro-vato il suo vessilifero egregio, il suo martire pronto a sacrificarsi, o visti i precorsi il suo eroe, il bam-bino che grida finalmente che il re è nudo, bi-sognerebbe riflettere su molte cose, sgombrando il discorso politico da triti luoghi comuni, da auto-matismi nel trattare la gente che hanno fatto il loro tempo. E soprattutto affrontare l’impegno politico con spirito di servizio e non con l’inconscio o consapevole desiderio di entrare, o la compiaciuta certezza di essere entrati, in una casta di pri-vilegiati che ha la facoltà di sbarcare il lunario sempre e comunque alla faccia del precariato vis-suto dalla gran parte. Perché la posta in gioco è grande e trascende la difesa della propria poltrona molto spesso ottenuta illudendo la gente.
Per prima cosa bisogna pensare ai costi della poli-tica dando al Paese una struttura amministrativa a-gile e virtuosa, riducendo all’indispensabile la sua dimensione. Eliminando una volta per tutte gli enti inutili, riducendo i livelli degli enti locali e accor-pando i comuni in modo da raggiungere almeno un agglomerato di trentamila abitanti. Tutto ciò ad at-tuarlo avrebbe un prezzo politico che, stante l’attuale sistema di clientele e clientelismi, sarebbe pagato con certezza in termini di consenso. Ma la politica ha bisogno di uomini coraggiosi, non di pa-rassiti che si ritagliano la propria nicchia, il proprio cantuccio da difendere con le unghie e con i denti in barba all’interesse collettivo. L’azione sugli enti locali è il primo passo possibile: eliminare le pro-vince e nel contempo accorpare i comuni secondo criteri di affinità, di tradizioni, di consuetudine di rapporti, ovviamente non operando sulla carta tan-to per far tornare i numeri come, esempio ecla-tante, le Nazioni fecero in Medio Oriente nel trac-ciare i confini coi risultati che si sono visti. Il Lo-digiano si trasformerebbe così in un mosaico di 4-5 entità locali, con benefici di ordine amministrativo e di servizi. Primo fra tutti una riorganizzazione ne-cessaria del sistema del trasporto pubblico che attualmente non aiuta a contenere l’inquinamento del territorio di cui tutti ci diciamo preoccupati.
E pur tenendo conto che la democrazia ha un co-sto, un altro passo necessario è l’eliminazione, sot-to ogni forma ed escamotage, del finanziamento pubblico dei partiti. Potrei continuare, ma per ra-gioni di spazio mi fermo qui, concludendo col dire che il successo di Grillo è un segnale forte di pos-sibile disgregazione di questo Paese che non ha mai avuto una identità nazionale vera, che è tenuto insieme solo dalla televisione e dal calcio. La storia insegna che nazioni costruite aggregando con la forza delle armi o dell’ideologia si sono disgregate quando i motivi economici di contrasto interno han-no raggiunto il punto di non ritorno, e da quanto si vede e si sente siamo abbastanza vicini al collasso. E, dunque, è il tempo per cominciare a preoc-cuparsi seriamente di invertire la rotta.
articolo/lettera
precedente -->
<-- indietro