Sergio Fumich è nato a Trieste nel 1947. Ha svolto attività pubblicistica dal 1978 al 1995 come collaboratore del quotidiano di Lodi Il Cittadino. È stato direttore responsabile di alcuni fogli locali e della rivista di poesia Keraunia. Ha pubblicato libri di poesia e di racconti, libri di fotografia e grafica, libri ed opuscoli divulgativi.

Identificativo SBN: IT\ICCU\CFIV\106311
ISNI: 0000 0000 3584 7165



SAGGI


E tutti odiavano furiosamente chi aspirava alla conoscenza e a quella più recente delle virtù che ha nome sincerità.

(Friedrich Nietzsche)


ALEPH-ZERO . La Biblioteca di Babele esiste

Sergio Fumich

ALEPH-ZERO
La Biblioteca di Babele esiste

ISBN 978-0244908232 - Brossura, 92 pag.

Non è questo, anche se può a prima vista sem­bra­re, un libro sul diritto d'autore. Se si cerca una cri­tica della giurisprudenza in ma­teria, non è que­sto un testo utile: le que­stio­ni giuridiche sono lasciate volutamente fuori, an­che se possono apparire qua­le convitato di pie­tra sullo sfondo del discorso, proprio per­ché ritenute inconsistenti dal momento che il problema stesso, riferimento delle con­si­de­ra­zioni svolte nel libro, mostrerà la sua pro­pria inconsistenza, svelandosi per quello che è, chec­ché se ne dica: una mera, cioè, speculazione di po­ten­ta­ti economici che operano nell'ambito cul­tu­ra­le, un volgare business che, a ben guardare, rap­presenta esso stesso per trenta denari – si fa per dire – un fondamentale danno al progresso ed alla libera crescita culturale dell'uomo, limitando la conoscenza e l'attività educativa.

TRACCE DI RELIGIOSITÀ POPOLARE. La storia di Brembio nei cassetti

Sergio Fumich

TRACCE DI RELIGIOSITÀ POPOLARE
La storia di Brembio nei cassetti

ISBN 978-1326929992 - Brossura, 54 pag.

Con il progetto "Fate uscire dai cassetti la storia di Brembio", il Circolo Culturale Anticonformista An­dre­ani, grazie alla collaborazione di molti cittadini, ha raccolto e digitalizzato oltre duemila immagini che testimoniano di momenti della storia del pae­se, del lavoro e delle tradizioni della sua gente, dell'aspetto dei luoghi d'un tempo e scorci perduti d'un territorio oggi radicalmente mutato con la trasformazione dell'attività agricola che rappre­sen­ta l'economia fondamentale di questa zona della Bassa lodigiana. In questo quaderno ven­go­no raccolti numerosi santini, per la gran parte databili nella prima metà del secolo scorso. I soggetti di fede e devozione raffigurati nelle immaginette sono molteplici. Nel loro complesso costituiscono una testimonianza di aspetti della tradizione religiosa brembiese, della devozione e della vita spirituale della popolazione nel solco della Chiesa Cattolica, ancora oggi vive nel borgo.

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ANTIFASCISMO E RESISTENZA
A BREMBIO E SECUGNAGO

Sergio Fumich

ANTIFASCISMO E RESISTENZA A BREMBIO E SECUGNAGO
Con una introduzione sulle vicende del 1945 a Milano e nella Bassa Lodigiana

ISBN 978-1291014631 - Brossura, 246 pag.

Basta leggere alcune pagine on-line sul sito dell'Anpi nazionale per avere la sensazione, pal­pa­bi­le, del mito costruito su quei lontani eventi del 1944-45, quan­do le truppe anglo-ame­ricane diedero via via fino alla resa finale una nuova speranza di democrazia alle genti d'Italia. Un mito ne­ces­sa­rio per pren­de­re le distanze, per differenziare l'Italia dalla Germania; la barbarie, le responsabilità dell'alleato tedesco da quelle italiane. Per sostenere l'evidente distinguo: il nostro paese si era ribellato alla fine alla dittatura fascista, ai suoi soprusi, alle sue distorsioni; aveva lottato alla fine a fianco degli anglo-americani e dei loro alleati per abbattere il nazifascismo. Cosa questa di cui non c'è testimonianza alcuna, veniva detto, in una Germania solidale con il terzo Reich fino alla morte del suo capo. Il problema era di non far pagare alla "nuova" Italia i suoi crimini, salvare i suoi criminali di guerra da una Norimberga italiana.

"THE 40-MINUTE WAR". Ipotesi di un atto di terrorismo

Sergio Fumich

"THE 40-MINUTE WAR"
Ipotesi di un atto di terrorismo

ISBN 978-1409206842 - Brossura, 72 pag.

Cosa sappiamo dell'Undici Set­tem­bre? Di quegli avvenimenti sap­piamo quanto abbiamo vis­su­to da spettatori davanti agli schermi televisivi, vittime tutti noi del concretarsi in grande stile di un "effetto Cnn", rea­liz­za­to con una regia tem­po­ra­le precisa e meticolosa. Sappiamo cosa quell'evento ha generato: la guerra in Afghanistan, la guerra in Iraq. E uno scontro senza quartiere di civiltà.



SOCIALIZZARE SAPERI SENZA FONDARE POTERI

Sergio Fumich

SOCIALIZZARE SAPERI SENZA FONDARE POTERI
Il caso Autistici Inventati

ISBN 978-1291654141 - Brossura, 52 pag.

La vicenda, qui raccontata at­tra­ver­so documenti del tempo, risale al 2004-2005. Ma trova ancora oggi la sua attualità co­me ci insegnano recenti eventi che hanno denunciato una vio­lazione della privacy ovunque nei mezzi di comunicazione a li­vel­lo mondiale. Attraverso i do­cu­men­ti raccolti allora si rac­con­ta il sequestro di un sito web ospitato su un server della si­ni­stra movimentista, ma so­prat­tut­to, ed è ciò che conta, la violazione nel contempo della privacy e dei contenuti di molti gruppi, associazioni e movimenti tra cui, particolarmente grave, quella del Genova Legal Forum. Questo opuscolo doveva essere pubblicato nel 2005, ma per diverse vicissitudini editoriali allora fu accantonato. Ritrovato ora tra carte d'archivio, si è pensato, come Circolo Andreani, alla sua pubblicazione in quanto testimonianza, seppure settoriale e limitata, dell'atmosfera di quegli anni, che hanno visto ben più importanti violazioni da parte di organismi delle istituzioni.


IL POZZO E LE PAROLE

Sergio Fumich

IL POZZO E LE PAROLE

ISBN 978-1847992222
Brossura, 152 pag.

Gli scritti raccolti nel volume sono stati redatti negli anni 2005 e 2006 a seguito del­l’ondata revisionista e mi­sti­fi­catoria degli eventi de­gli ul­ti­mi anni di guerra in I­stria e a Trieste, che ha ac­com­pa­gna­to, allora, l'i­sti­tu­zio­ne del­la "Giornata del Ri­cor­do" con il tamtam mediatico instancabile ed in­si­sten­te della destra revanscista, che alla fine è riu­sci­ta a coinvolgere nel suo stravolgimento della sto­ria, mirante ad accreditare un piccolo "olocausto" di italiani, la più alta carica dello Stato italiano. Una destra italiana che ha molto da farsi perdonare in quelle terre, a cominciare dal sostegno dato al nazismo a Trieste dopo l'8 settembre 1943 e la stessa rappresaglia nazifascista, seguita alla presa di potere popolare del settembre 1943 in Istria, che causò migliaia di vittime tra la popolazione civile, numeri incomparabili con i 40 morti di Pisino o i corpi estratti dalla foiba di Vines.

CONTROINFORMAZIONE FOIBE

Sergio Fumich

CON­TRO­IN­FOR­MA­ZIO­NE FOIBE

ISBN 978-1434892089
Brossura, 132 pag.

In una società del­l'in­for­ma­zio­ne come la nostra attuale, dove il rumore di fondo è assordante e la spazzatura infinita, ha facile gioco la di­sin­for­ma­zio­ne soprattutto se essa si presenta come un tamtam insistente, pro­pa­ga­to consapevolmente dai me­dia sempre in spasmodica cerca di pulp per attirare l'audience. Può, dunque, sembrare una sorta di "mission impossible" ogni tentativo di presentare, oggi, i fatti che accaddero al confine orientale italiano - dalla fine della Grande Guerra al secondo dopoguerra - secondo un'ottica che s'imponga come linea guida la massima aderenza possibile al reale svolgersi degli eventi. Il libro cerca di farlo portando all'attenzione del lettore fatti, avvenimenti taciuti, considerazioni e opinioni, talvolta anche marginali, che possano permettere al lettore di farsi un quadro libero da condizionamenti propagandistici e più vicino al reale svolgersi degli eventi in quelle terre dopo l'8 settembre 1943 e nell'immediato dopoguerra.

DOPO L'8 SETTEMBRE 1943 IN ISTRIA

Sergio Fumich

Dopo l'Otto Settembre 1943 in Istria
GOVERNO POPOLARE E RAPPRESAGLIA NAZISTA

ISBN 978-1409206767
Brossura, 56 pag.

Il libro propone il testo della conferenza tenuta presso l'Archivio storico di Lodi in occasione delle manifestazioni per la "Giornata del ricordo" 2008, organizzate dal Comune di Lodi e dall'Istituto Lodigiano per la Storia della Resistenza e dell'età contemporanea.

LE MANI SULLE FOIBE

Sergio Fumich

LE MANI SULLE FOIBE

ISBN 978-1471785443
Brossura, 170 pag.

La gran parte della nar­ra­zio­ne storica delle vi­cen­de i­stria­ne del 1943 e quel­le del maggio 1945 a Trie­ste, e, in una chia­ve na­zio­nal-po­po­la­re, par­ti­co­lar­men­te quella del­la carta stampata, dei me­dia televisivi e di molti siti Web, ha il grave difetto di una evidente par­ti­gia­ne­ria, quando non quello della mistificazione o d'es­se­re in qualche caso puro e semplice racconto fantastico. Un racconto che spesso non tiene conto, non solo della realtà storica di quegli eventi che la storiografia attuale sta a fatica delineando – seppur con un percorso zigzagante tra lo stereotipo i­ta­lia­niz­zan­te antislavo ed una critica dei fatti e delle fonti precisa quanto difficile da accettare, al punto da etichettarla con la parola "negazionismo", – ma spesso addirittura dei tempi e dei modi, della "fattibilità", della possibilità stessa di accadere, cioè, degli eventi narrati.


Sergio Fumich
PROCESSO A VOLOSCA
di Franco Vegliani

in: Il Cittadino, quotidiano di Lodi, 1991

In questo caldo afoso di luglio mi è capitato per le mani un libro, di quelli che segnano un punto luminoso nell'universo personale di ciascuno, sconvolgendo riferimenti consolidati da una sorta di pigrizia intellettuale che fa talvolta restii ad avventurarsi lungo sentieri non battuti. A dire il vero m'era già capitato non molto tempo fa con un libro d'un autore russo avuto per caso da un amico, lettore de L'Unità. Il libro in questione, di Vladimir Makanin intitolato nell'edizione italiana della Editori Riuniti "Valvola di sfogo", era uno degli intelligenti supplementi con cui il citato quotidiano ambiva ad aumentare la diffusione. Il piacere suscitato da quella lettura altrimenti improbabile, tuttavia rientrava nella norma: già altri autori russi mi avevano riservato piacevoli sorprese, Viktor Nekrasov, Platonov, Iulij M. Daniel alias Nikolaj Arzhak, autore di un libretto, "Govorit Moskvà" (Qui parla Mosca), che fece gran chiasso nei primi anni sessanta - per dirne solo alcuni.
Il libro di cui voglio invece parlarvi mi venne una prima volta indicato dall'amico Bepi Tomai in un bar di Milano. "M'hanno regalato - mi disse, - un libro di uno delle tue parti (il nome gli sfuggiva, provai a suggerire qualcuno inutilmente), nel leggerlo mi venivano alla mente i tuoi paesaggi. Te lo porterò". E poiché ogni promessa è debito, puntualmente dopo un mesetto me lo son visto arrivare sulla scrivania dell'ufficio. Franco Vegliani, l'autore, era il nome - ricordavo - d'un giornalista. Come scrittore di romanzi mi era completamente sconosciuto, non ho problemi a riconoscerlo. Del resto, m'è capitato ormai lontano da Trieste di scoprire il Cergoly poeta (anche se per forza maggiore essendo la prima pubblicazione di Cergoly, tra l'altro fuori commercio, del 1970, anno in cui armi e bagagli mi trasferivo in terra lodigiana) nel Cergoly che era stato direttore del "Corriere di Trieste", un quotidiano che aveva avuto un peso non trascurabile nella storia della Trieste del dopoguerra (e nei miei ricordi d'infanzia). Qui, nel caso di Vegliani, la cosa è però diversa. Il primo libro, "Uomo del tempo", esce nel 1940, "Processo a Volosca" di cui voglio dire qualche parola, è del 1958; infine "La frontiera", che Claudio Magris indica come uno dei libri più belli della letteratura triestina del dopoguerra, è del 1964. È vero che Vegliani ha sempre pubblicato con case editrici appartate; è vero - come si dice nella nota editoriale in copertina, - che è rimasto lontano dalle correnti maggiori della letteratura italiana di quegli anni, che però proprio in quegli anni (1960) scopriva il Tomizza di "Materada", probabilmente per le caratteristiche della sua scrittura che derivano dalla tradizione mitteleuropea, la malinconia, l'introversione, il senso di irredimibilità dei destini umani; tuttavia ciò non giustifica appieno il poco rilievo che i suoi romanzi ebbero mentre Vegliani era ancora in vita. Dopo la morte avvenuta nel 1982 (era nato nel 1915), i romanzi riprovano a trovare la giusta collocazione nel panorama letterario italiano, soprattutto grazie all'editore Sellerio che pubblica "La frontiera" nel 1988 e "Processo a Volosca" l'anno successivo.
"Processo a Volosca" è la storia di un processo ad un gruppo di giovani di Volosca, un paese dell'Istria vicino a Fiume o Rieka che dir si voglia, e soprattutto al loro oscuro, indecifrabile capo Boris. Sintetizzando con le parole della nota in copertina, il racconto si snoda attraverso le implicazioni e le risultanze, il milieu e lo spettacolo, la vita segreta del processo tra le righe degli atti ed il percorso che porta alla fine il giudice ad una morte volontaria. "Per molti anni avevo pensato alla storia di questo processo - premette l'autore. - Alle cose che accaddero, a Volosca e attorno a Volosca, nelle settimane in cui si svolsero davanti ai giudici della Corte d'Assise le udienze del dibattimento contro quattro giovani che erano stati, anzi che erano, perché allora non mi sentivo certo di rinnegarli, amici miei. O, se non amici, almeno conoscenti di un certo grado e di una certa natura: persone con le quali, senza propriamente amarle e senza esserne amato, io avevo avuto qualche cosa in comune, qualche cosa di stretto, potrei dire di intimo, qualche cosa che era destinato a durare come un peso, o una ragione e una conseguenza, nel mio animo. E per animo intendo sì la coscienza, ma anche gli impulsi, i sentimenti, anche la memoria e le aspirazioni e le speranze. Lo stesso corpo, arriverei a dire: almeno lo stesso mio aspetto esteriore, gli atteggiamenti del volto, il modo di muoversi e il modo di gestire e il modo di camminare."
Nelle parole di Vegliani è racchiuso in nuce tutto lo svolgersi pagina dopo pagina del romanzo. Nel fare una recensione spesso è costume, per mostrare d'aver fatto bene il compitino (cioè d'aver letto il libro), di dilungarsi in interpretazioni e citazioni e commenti che finiscono col togliere al lettore il gusto della sorpresa, ma anche la soddisfazione dell'originalità nel far proprio il libro scoprendo gli aspetti della narrazione. Personalmente leggo le recensioni solo dopo aver letto il libro. Mi lascerò dunque andare a citare, quasi una curiosità, una sola frase ed alla relativa annotazione personale. La frase, dell'io narrante dell'autore (siamo ormai all'epilogo della fucilazione di Boris, alla salita per raggiungere il luogo dell'esecuzione) è: "E anche questo, tutto questo, era terribilmente simile a una gita. A quando, in compagnia, si partiva prestissimo per arrivare con il primo giorno sulla vetta del Monte Maggiore e vedere, dall'altra parte, la scabra e distesa campagna dell'Istria accendersi sotto il sole". Per chi mi legge la frase forse è banale, ma si pensi allo stupore (mio) di ritrovarvi capovolti i racconti dei miei, che da quella scabra campagna salivano per vedere di là dal monte il mare!
Concludo dicendo che il libro merita d'essere letto anche da chi non ha esperienza della terra d'Istria e quindi ricordi comuni con l'autore, che l'editore è Sellerio di Palermo, che il volume, l'ottavo della collezione "Il castello", è di 128 pagine, che il prezzo, essendo un dono fatto all'amico Bepi, è ricoperto da un'etichettina luccicante col nome della libreria dove è stato acquistato (non lo so insomma!).



Articoli notevoli, recensioni presentazioni
RECENSIONI E PRESENTAZIONI SU "IL CITTADINO"
Articoli di presentazione e recensione di autori e artisti, pubblicati sul quotidiano "Il Cittadino" di Lodi

Anni Ottanta e Novanta.


Articoli:


Articoli notevoli, recensioni presentazioni
NOTE DI COMMENTO E PRESENTAZIONE DALLA "PAGINA DELLA POESIA"
Brevi commenti e presentazioni pubblicate nella pa­gi­na dedicata alla poesia dell'edizione del venerdì del quotidiano "Il Cittadino" di Lodi

Fine anni Ottanta e primi anni Novanta.

Uno spazio dedicato alle poesie e ai poeti della nostra terra
Il Cittadino, 1 luglio 1989.
Presentazione dell'iniziativa di dedicare una intera pagina alla poesia lodigiana nell'edizione del venerdì del quotidiano.

Questa rubrica
Il Cittadino, 7 luglio 1989.
Cenno di presentazione e norme di pubblicazione.

Note significative di commento e presentazione:

Venerdì 7 luglio 1989
"Riprendiamo il discorso interrotto sulla poesia lodigiana proponendo alcune composizioni inedite, assieme ad altre già presentate su queste pagine, un modo per riannodare l'esperienza passata alla presente.
La prima poesia è di Giovanni Devecchi: con ritmo sapiente e la melodia del dialetto essa evoca sapori di un'infanzia semplice ed ingenua nell'atmosfera del dopoguerra. Presso il convento di Santa Savina dei ragazzini giocano a pigneti, un gioco collettivo con le figurine, forse oggi dimenticato ma, con nomi diversi, patrimonio comune dell'infanzia dovunque. Si lanciano a turno le figurine (ci si alita sopra per garantirsi un buon lancio): vince, guadagnandole tutte, chi riesce con la propria a ricoprire una già giocata."
(Segue la poesia di Giovanni Devecchi: Figürine)

"Echi di giochi di bimbi ancora, gli odori, i colori del parco ci offre Annalisa Mucilli con versi semplici e piani, attimi che precedono la sera."
(Segue la poesia di Annalisa Mucilli: Nel parco)

"Girando le strade più antiche di Lodi in giorni qualunque, si scoprono angoli di grande incanto e placida quiete, dove lo scandire del tempo pare segnato da leggi che rifuggono la frenesia e gl'inganni dell'oggi."
(Segue la poesia di Sergio Fumich: I giardini di Lodi)

"La città ha, dunque, anch'essa il suo fascino, ma il Lodigiano è soprattutto campagna meravigliosa, sterminata distesa di verde ricca di acque: una terra così non può che essere sorgente infinita di ispirazione poetica."
(Segue la poesia di Giovanni Devecchi: La mora selvadega)

"In questa terra dai mille motivi la luna non poteva mancare come musa ispiratrice. La ritroviamo protagonista in una composizione di Aldo Milanesi ricca di inventiva poetica, tratta dalla piccola raccolta di poesie in dialetto casalino pubblicate nel libro Le parole dei contadini - Ricerca a Casalpusterlengo che è parte di quella collana, meritevole di lodi, "Mondo popolare in Lombardia" curata dalla Regione Lombardia."
(Segue la poesia di Aldo Milanesi: La lüna)

"L'origine contadina nelle tradizioni e nei costumi della gente lodigiana ha lasciato tracce ben radicate. Tra le virtù, che fanno grande la civiltà di chi suda a cavare dalla terra i frutti ed il sostentamento per la propria famiglia, un posto importante occupa la religiosità, che è sentimento profondo. Nelle due poesie che seguono esso riecheggia, pieno nella prima, più sfumato nell'altra ma non per questo testimonianza meno efficace."
(Seguono le poesie di Giulia Manzi: La Madonna della Costa, e di Ariberto Monaldi: Cimitero di campagna)

"Ma la vita lodigiana, ancor più oggi, non è Arcadia. Ce lo ricorda con efficacia Francesco Dionigi."
(Segue la poesia di Francesco Dionigi: Pendular)

Venerdì 8 settembre 1989
"L'acqua che scorre, il fiume sono temi ricorrenti nella poesia di tutti i tempi e di ogni poeta. Forse perché rappresentano il fluire stesso della poesia, armonioso ma imprevedibile, fatto di attimi che si possono fissare sulla carta, come in una fotografia, ma non ripetibili, non più rivivibili. La nostra campagna è tutta un fluire di acque, acque che sapientemente governate le assicurano la generosa fertilità. I confini stessi del nostro territorio sono disegnati da tre fiumi, Adda, Lambro e Po. Tra tanta ricchezza d'acque l'Adda occupa senz'altro il posto centrale nel cuore della nostra gente. All'Adda, dunque, era doveroso dedicare una puntata di questa rubrica.
La rassegna odierna si apre con un omaggio ad Ada Negri, la poetessa lodigiana che è il vessillo più fulgido della nostra terra nel campo letterario. La poesia è tratta da Esilio, ed. Treves Milano."
(Segue la poesia di Ada Negri: Ponte di Lodi)

"Lo stesso tema - il ricordo della giovinezza, età che si apre alla vita, una sosta per un bilancio provvisorio, il cammino che continua, nell'attesa della morte - lo ritroviamo nella composizione seguente..."
(Segue la poesia di Ariberto Monaldi: Adda)

"Il laudense Campetti ricorda l'Adda della sua infanzia, smarrita dalla fretta moderna, alterata, degradata oggi a causa delle attività industriali. È un grido di dolore, un monito a non distruggere un dono meraviglioso, ma anche una condanna della frenesia consumistica che fa della natura un oggetto usa e getta." (Segue la poesia di Walter Campetti: Fiume Adda)

"Antonio Riu qualche mese fa segnalava tra le pagine della cronaca di Lodi questa poesia di un'autrice lodigiana ora residente in Sicilia, ma sempre vicina col cuore alla sua terra." (Segue la poesia di Vittoria Maria Fasoli: La piena dell'Adda)

"Fu proprio una piena a cambiare il corso dell'Adda, cortocircuitando l'ansa di Soltarico..." (Segue la poesia di Franco Prevosti: Nella valle dell'Adda al confine del tempo)

"Conclude la rassegna ancora una delicata composizione di Monaldi, nella quale il fiume sta sullo sfondo, magica intrigante presenza. (Segue la poesia di Ariberto Monaldi: Acqua di sera)

Venerdì 29 settembre 1989
"Molte situazioni quotidiane, per la loro palese assurdità, fanno riflettere, chi s'interroga sul proprio esistere, su dove sia il margine, il confine che separa il sogno dalla realtà, e quando, ciò che ci accade, sia sogno oppure realtà. E nel sogno, come dice Franco Prevosti, spesso si cerca rifugio, perché ci si sente impotenti di fronte ai fatti, agli avvenimenti che ci coinvolgono e sui quali sembriamo - forse lo siamo - incapaci di incidere."
(Segue la poesia di Franco Prevosti: I sogni)

"E parlando di sogni, una poesia che è sogno..."
(Segue la poesia di Pietro Zannoni: L'ATR 42)

"La composizione che segue, è un omaggio ingenuo ma sincero al nostro quotidiano. La pubblichiamo non per narcisismo, ma per estendere l'invito alla collaborazione, contenuto nei versi di Riggio, anche a questa rubrica, che è ed intende essere uno spazio di comunicazione con il pubblico, aperto a chiunque coltivi per professione, passione, o proprio diletto l'arte della poesia."
(Segue la poesia di Errelle: Omaggio al Cittadino)

"La poesia è un potente mezzo espressivo, uno strumento di comunicazione immediato ed efficace. Forse per questo la laudense Ornella Vailati ha scelto la poesia per rispondere ad una lettera intitolata I ragazzi della piazza di sera, pubblicata il 19 agosto sul nostro quotidiano. La risposta è datata 22 agosto. L'autrice capirà il ritardo, la rubrica di poesia ha le sue intuibili esigenze e non è dunque l'ambito più rapido per una replica."
(Segue la poesia di Ornella Vailati: Fiori di cristallo)

"Chiude la rassegna di questa settimana un trittico di composizioni del laudense Volino, che vuole essere un omaggio al grandissimo compositore polacco."
(Seguono le poesie di Luciano Giuseppe Volino: Dedicato a Chopin - Da Le Polacche, Da Gli improvvisi, Da La Marcia funebre)

Venerdì 20 ottobre 1989
"Un ampio spazio della rubrica questa settimana è dedicato alla poesia di Ariberto Monaldi. I componimenti di Monaldi, intarsiati con sapienti richiami letterari, si leggono volentieri per la loro ricca musicalità, per l'armonia dell'insieme che nasce da una gran cura prestata alla ricerca della consonanza tra contenuto e forma espressiva."
(Segue la poesia di Ariberto Monaldi: Sonata)

"Segue una seconda composizione di Monaldi che è incanto di dolce melodia, suggerita da un paesaggio straordinario."
(Segue la poesia di Ariberto Monaldi: Pineta di Ravenna)

"Nel recente concorso di poesia Alla scoperta dei poeti lodigiani Mario Temporali di Lodi, 88 anni, è stato premiato come l'autore più anziano partecipante alla manifestazione. Di Mario Temporali, quasi ad estendere l'omaggio che i giurati del concorso hanno voluto rendere all'anziano poeta, presentiamo questa settimana due composizioni."
(Seguono le poesie di Mario Temporali: Soffio di vento, La poesia nella coppa d'argento)

"In queste prime settimane d'autunno, molto spazio della rubrica è stato dedicato a liriche che riproponevano i diversi temi suggeriti da una stagione che chiama l'animo alla melanconia, al ripensamento, ad un bilancio del proprio esistere. Chiude la pagina una poesia ancora, che si rifà all'autunno, ma una poesia diversa, carica d'angoscia per il male più grande che assedia la nostra gioventù, oggi."
(Segue la poesia di Giulia Manzi: Questo è autunno)

Venerdì 17 novembre 1989
"Un vecchio libro di poesie, ritrovato per caso, per caso aperto alla pagina qualunque, può riservare attimi di puro godimento intellettuale, capaci di far dimenticare, seppure per brevi istanti, la piattezza del quotidiano."
(Segue la poesia di Sergio Fumich: Scherzo)

"Chi conosce la costa istriana, che da Portorose va a Cittanova, ritroverà tutta la sua dolcezza nei versi di Lina Mirabile."
(Segue la poesia di Lina Mirabile Romano: Sera istriana)

"Ancora il mare, il paesaggio marino, però quello della Riviera di Ponente, è il motore dell'estro poetico nelle tre seguenti liriche di Luciano Volino, nate nel corso d'un soggiorno dell'autore nella ridente cittadina ligure."
(Seguono le poesie di Luciano Giuseppe Volino: Notturno a Finale Ligure, Bonaccia, Vico del Sale)

"Due poesie d'amore. La prima, di Giovanni Devecchi, ci regala attimi di delicata tenerezza. La seconda, di Walter Campetti, ci parla delle pene della lontananza."
(Seguono le poesie di Giovanni Devecchi: Sculta la not, mè ben, e di Walter Campetti Malaspina: Giorni freddi)

"Tilde Corazza, a chiusura della settimanale silloge, ci dona due intense liriche, sul tema dell'amore l'una, della solitudine l'altra."
(Seguono le poesie di Tilde Corazza: Un gioiello prezioso, Piove)

Venerdì 24 novembre 1989
"Lo spazio settimanale dedicato alla poesia, oggi raccoglie alcune composizioni di autrici lodigiane, che il lettore, attraverso questa pagina, ha avuto modo di apprezzare.
Aprono la rassegna tre liriche di Tilde Corazza. La poesia di Tilde Corazza, ricca d'un profondo sentire, affinato dalla lunga convivenza con la malattia, e tuttavia, semplice, umile, è vero viatico per chi sa cogliere in essa il messaggio di serenità e di speranza espresso nei suoi versi."
(Seguono le poesie di Tilde Corazza: Pioggia e pianto, Dolce ricordo, L'uomo e la terra)

"Lina Mirabile Romano, nelle due liriche che seguono, si mostra autrice di valore, capace di cogliere dalla quotidianità attimi di vera poesia."
(Seguono le poesie di Lina Mirabile Romano: Ti ricordo così, Long drink)

"Giulia Manzi ci presenta due liriche inedite, dove ancora il quotidiano è il motore dell'estro poetico."
(Seguono le poesie di Giulia Manzi: Strada, Rosario)

"Il tema difficile dell'infinito viene affrontato da Ombretta Tersini nella composizione che segue..."
(Segue la poesia di Ombretta Tersini: Infinito)

"Attimi dell'estate, ormai solo ricordo, ritroviamo nella breve lirica che chiude l'odierna silloge."
(Segue la poesia di Annalisa Mucili: Sensazioni)

Venerdì 1 dicembre 1989
"Lo sciopero ferroviario della scorsa settimana, attuato dalla corporazione dei macchinisti e dai seguaci d'un sindacato che si staglia salda torre medioevale sullo sfondo della dinamica storica odierna, subìto come altri mille e mille pendolari, mi ha convinto a tirar fuori dal cassetto le seguenti bagattelle, quasi per ironica ripicca verso l'azienda ferroviaria, che ci vende col biglietto il quotidiano calvario del viaggio a Milano."
(Seguono le poesie di Sergio Fumich: Trittico ferroviario)

"E sull'onda agganciamo alla protesta in versi altri temi. Walter Campetti attacca il mito odierno dell'automobile."
(Segue la poesia di Walter Campetti: L'automobile)

"Ma la cagione principale dei nostri mali, il nemico vero è lo stress che c'impone la società dei consumi."
(Seguono le poesie di Luca Riggio: Stop!, e di Angelo Bernocchi: Fermati solo un attimo)

"Cosa abbiamo in cambio del nostro forsennato quotidiano agitarsi, arrabattarsi per guadagnare posizioni?"
(Segue la poesia di Tilde Corazza: Pace)

"Forse stiamo dimenticando noi stessi, il nostro significato. In fin dei conti - dice qualcuno - siamo solo macchine biologiche..."
(Segue la poesia di Luigi Olivari: El cör artificiàl)

"L'ieri era diverso... Ascoltiamo con vaga malinconia i ricordi della civiltà contadina lasciata alle spalle irreversibilmente."
(Segue la poesia di Mario Temporali: Ricordanze)

"L'odierna scorribanda nel dissenso si chiude, quasi a riguadagnar spessore poetico, con una delicata lirica di Lina Mirabile."
(Segue la poesia di Lina Mirabile Romano: Occhi di città)

Venerdì 8 dicembre 1989
"Nel mese di novembre Sant'Angelo Lodigiano ha ricordato la beatificazione, avvenuta nel novembre del 1938, della Santa Francesca Saverio Cabrini. Aldo Milanesi, nella poesia che apre l'odierna silloge tutta dedicata alle composizioni in dialetto, ci ricorda la figura della santa lodigiana e la sua attività nella nostra bassa."
(Segue la poesia di Aldo Milanesi: La santa Cabrini a Casàl)

"Giovanni Devecchi dedica alla figlia una delicata lirica..."
(Segue la poesia di Giovanni Devecchi: Sèdes ani)

"È la volta di Luigi Olivari con due composizioni: la prima è una storiella in versi, la seconda un ricordo particolare della nonna."
(Seguono le poesie di Luigi Olivari: I tri can, La vureva cambià cà)

"Il venticinque dicembre s'avvicina a grandi passi ed in redazione arrivano moltissime composizioni dedicate al Natale. Ecco una prima poesia che arriva da Boffalora, autrice Francesca Tentori in Giardini."
(Segue la poesia di Francesca Tentori: Aria de Nadal)

Venerdì 22 dicembre 1989
"Natale è a due passi. Ecco, dunque, il tema dell'odierna silloge, che raccoglie gran parte delle numerose poesie giunte per l'occasione in redazione. Un sincero augurio di trascorrere un sereno Natale a quanti hanno collaborato e collaborano a questa rubrica, ed ai lettori tutti, che pazientemente hanno seguito i nostri sforzi, in questi mesi, di diffondere l'amore per la poesia, offrendo una vetrina a chiunque per esprimersi, confrontarsi, migliorare nel giudizio degli altri. Ma ora basta con le parole, e per dare il maggior spazio possibile agli autori ed alle loro composizioni questa settimana tralascio, con una sola eccezione, le poche righe di presentazione che solitamente le accompagnano."
(Seguono poesie di Lina Mirabile Romano, Vittorio Corazza ["La poesia che segue è del compianto prof. Vittorio Corazza. Essa fa parte di una piccola, ma intensa per il profondo sentire, silloge di poesie che ci è stata fatta conoscere da Livio Migliorini"], Walter Campetti Malaspina, Mario Temporali, Federico Bonacci, Tilde Corazza, Francesca Tentori, Francesco Dionigi e Anonimo)

Venerdì 29 dicembre 1989
"Ancora un'eco del Natale. Tilde Corazza ci racconta un tenero ricordo di molte stagioni fa, ricreando con le parole attimi d'una magica atmosfera vissuta, di Fede e di semplicità, sullo sfondo d'una montagna umile e rustica, perduta forse del tutto anch'essa oggi come tanti altri sapori."
(Segue la poesia di Tilde Corazza: Presepe di montagna)

"Luciano Volino ci presenta una intensa, delicata lirica, dedicata alla madre, scomparsa di recente."
(Segue la poesia di Luciano Giuseppe Volino: Ombra d'amore)

"Solo chi sa di trovare dopo la morte un'altra vita, migliore, a contatto con l'Eterno, non ha rimpianti per il quotidiano."
(Segue la poesia di Mario Temporali: L'incontro)

"Nella tristezza della solitudine, la lampada si fa amica amorevole che veglia il sonno inquieto della lunga notte, finché con la prima luce del giorno rinasce la speranza."
(Segue la poesia di Walter Campetti Malaspina: La lampada)

"Dicembre, ma da tempo non viene la grande neve desiderata dalla campagna, e rievocata dai versi di Giulia Manzi."
(Segue la poesia di Giulia Manzi: La neve)

Venerdì 5 gennaio 1990
"La silloge settimanale si apre con due liriche di Tilde Corazza. Nella prima l'autrice ci dice della speranza confortatrice d'un'altra vita, ricca dell'Amore eterno che ci attende oltre il tempo; con la seconda ci ammonisce che la felicità vera, quella che non tradisce e sa durare, è fatta di piccole cose."
(Seguono le poesie di Tilde Corazza: Luci ed ombre, Felicità)

"Due liriche di Lina Mirabile. Nella prima il sentimento del tempo che fugge, nella seconda una definizione inconsueta di poesia."
(Seguono le poesie di Lina Mirabile: Le ore, Poesia, chi sei?)

"Nei versi di Luciano Volino, la riflessione su ricordi d'infanzia presentatisi alla mente in un momento particolare di solitudine."
(Segue la poesia di Luciano Giuseppe Volino: Sera di giugno)

"La tristezza della solitudine, il peso delle vicissitudini del quotidiano che non può essere diviso con altri, non annullano la speranza."
(Segue la poesia di Walter Campetti Malaspina: Lacrime)

"Due liriche di Mario Temporali. Nella prima la tristezza di chi dopo aver assaporato la felicità dello stare insieme con amici o parenti, si ritrova solo; nella seconda un'immagine sconsolata della vecchiaia."
(Seguono le poesie di Mario Temporali: Dopo la festa, Guardo)

"I soldi sono i nostri padroni oggi, il motore del nostro affanno."
(Segue la poesia di Erminio Cortivo: Benedetti soldi)

"Una poesia diversa, sportiva, ci offre Franco Prevosti a chiusura della pagina odierna."
(Segue la poesia di Franco Prevosti: Il nuoto)

Venerdì 12 gennaio 1990
"Una piccola digressione, oggi, nella poesia dialettale con tre autori: Giovanni Devecchi, Paolina Melzi e Luigi Olivari.
Il pan de mèi, ci dice Devecchi, può essere preso, perché no?, a simbolo del carattere dei lodigiani."
(Segue la poesia di Giovanni Devecchi: El pan de mèi)

"Paolina Melzi ci presenta una lirica che è una lode sincera alla solidarietà umana."
(Segue la poesia di Paolina Melzi: La desulasion)

"Luigi Olivari ci regala tre allegre divertenti composizioni ricche di umorismo."
(Seguono le poesie di Luigi Olivari: I fastidi de 'ndà a spus, I tri mati, Dü didi suta e sura)

"Chiudono la settimanale puntata due liriche, di Lina Mirabile la prima, dedicata alla figlia; di Tilde Corazza l'altra, che ci mostra quale tesoro sia la coroncina di grani, il Rosario, compagna nella preghiera."
(Seguono le poesie di Lina Mirabile Romano: A mia figlia, e di Tilde Corazza: Il Rosario)

Venerdì 19 gennaio 1990
"Apriamo la puntata odierna con un'ultima eco del recente Natale"
(Segue la poesia di Maria Bassanetti: Natale)

"Luciano Giuseppe Volino ci segnala che il giorno 1 gennaio, la notissima attrice Paola Borboni ha compiuto novant'anni. L'attrice, impegnata nello scorso dicembre nelle recite di Clitemnestra a Cracovia, ha promesso una sua venuta a Lodi in febbraio. 'Più che le rituali parole d'augurio, - scrive Volino, - un pensiero lirico, per colei che al teatro ha dato talento, la vocazione d'una vita'."
(Segue la poesia di Luciano Giuseppe Volino: L'attrice)

"Una poesia di Antonella Premoli di Livraga ci ricorda il paesaggio di questi giorni d'inverno."
(Segue la poesia di Antonella Premoli: Brinata)

"Infanzia e vecchiaia, due mondi lontani ma solo in apparenza, dice Tilde Corazza nella dolce lirica che segue."
(Segue la poesia di Tilde Corazza: Due mondi)

"Cannes, mitica terra di Francia, ce la descrive Ione Sartorio."
(Segue la poesia di Ione Sartorio: Cannes)

"Una poesia di Monaldi, già parzialmente proposta su queste pagine nell'aprile 1988, in maniera allora tipograficamente non corretta, viene riproposta volentieri oggi completa."
(Segue la poesia di Ariberto Monaldi: Stagioni)

"Due modi diversi di vedere la domenica nelle composizioni che chiudono l'odierna puntata."
(Seguono le poesie di Errelle: La domenica festa per tutti, e di Walter Campetti Malaspina: La domenica)

Venerdì 26 gennaio 1990
"Aprono l'odierna silloge due liriche di Tilde Corazza che affrontano con serenità i temi della solitudine e del dolore."
(Seguono le poesie di Tilde Corazza: Essere soli, Attraverso il dolore)

"L'ultimo giorno di lavoro è una soglia da varcare non senza rimpianti, anche se dietro alla porta c'è il meritato riposo."
(Segue la poesia di Franco Prevosti: Il saluto dell'ultimo giorno)

"I versi di Campetti sono un grido di dolore per il degrado ambientale che non risparmia neppure città come Firenze."
(Segue la poesia di Walter Campetti Malaspina: Firenze)

"Seguono due brevi liriche di Lina Mirabile, attimi di riflessione sul proprio sentire."
(Seguono le poesie di Lina Mirabile Romano: Uomo, In riva al mare)

"Forse è un po' presto, ma chi non sogna già la primavera dopo tanto gelo e nebbia?"
(Segue la poesia di Giovanni Devecchi: Primavera)

Venerdì 2 febbraio 1990
"Si sono da poco spenti gli echi dei festeggiamenti di San Bassiano, santo patrono della città di Lodi. La lirica di Tilde Corazza, che apre la settimanale silloge, ci ricorda il significato di quel giorno."
(Segue la poesia di Tilde Corazza: A S. Bassiano Vescovo e Patrono della Città di Lodi)

"La lirica seguente affronta il tema dell'angoscia della morte che segna il trascorrere del nostro tempo."
(Segue la poesia di Franco Prevosti: Fantasma ladro)

"Sera, tempo di malinconia, tempo di ricordi. Attimi di sensazioni che si rinnovano al calar del sole."
(Segue la poesia di Giulia Manzi: Malinconica sera)

"La giovinezza che passa lascia rimpianti ch'è difficile zittire. È il tema della lirica di Nadia Bassi, una codognese a Lodi."
(Segue la poesia di Nadia Bassi: Addio giovinezza)

"Il rimpianto di una vita che non si è realizzata, in una delicata lirica di Roberto Vigorelli."
(Segue la poesia di Roberto Vigorelli: Limbo)

"Segue una fresca composizione di Antonietta, classe 1904, codognese, scritta nel gennaio del 1985 in Liguria."
(Segue la poesia di Antonietta: Messaggio)

"Una lirica scritta il 7 agosto 1978, ci rievoca dentro la splendida figura di Paolo VI."
(Segue la poesia di Elide Lodi: Commiato da G.B. Montini Paolo VI)

Venerdì 2 marzo 1990
La poesia di Mario Temporali.

Venerdì 9 marzo 1990
Il mare di Lina Mirabile Romano.

Venerdì 30 marzo 1990
"Apre la settimanale silloge, quest'oggi particolarmente ricca, una tenera poesia di Jeannette Muñoz Soffientini, dieci anni, laudense, dedicata al suo papà, con il più grande affetto del mondo.
Rompo così un dettame che mi sono imposto di seguire nel redigere questa parte della rubrica, ma ritengo che la capacità di questa ragazzina, di trasmettere tenerezza e sentimento attraverso i suoi versi, meriti d'essere evidenziata."
(Segue la poesia di Jeannette Muñoz Soffientini: Tu sei come...)

Venerdì 13 aprile 1990
"In questo venerdì che precede la Pasqua la nostra pagina è dedicata interamente alle diverse composizioni poetiche che settimanalmente pervengono in redazione, come un rivo ricco d'acqua inesauribile. È il nostro modo per rivolgere un ringraziamento a quanti collaborano a rendere viva questa rubrica, ed un augurio di trascorrere in pace e serenità la Pasqua."

Venerdì 11 maggio 1990
"Ancora una puntata zeppa di poesie. Due parole soltanto per presentare la prima lirica di Luciano Volino, dedicata alla città di Milano. Chi ha partecipato all'eccezionale spettacolo di Anita Longhi Dorizzi, la ciciareta, e di Anna di Navili, due famosissime e tipiche voci milanesi, la ricorderà come gentile omaggio alle due artiste, a conclusione d'un meraviglioso pomeriggio al Collegio S. Francesco, ricco di bellissima musica popolare, di momenti indimenticabili di grande poesia e profonda commozione creati dalla intensa sensibilità interpretativa della Dorizzi. La lirica, letta con voce calda e avvincente e grandissima espressione, dalla bravissima Carla Galletti, ha continuato a risuonarmi dentro con la sua musicalità anche dopo, per strada, tornando a casa. È stata piacevolissima sorpresa ritrovarla tra le liriche che settimanalmente mi vengono inviate per la pubblicazione su questa pagina, e dunque eccola proposta anche al pubblico della nostra rubrica di poesie."
(Segue la poesia di Luciano Giuseppe Volino: Ed è subito tua)

Venerdì 18 maggio 1990
La poesia di Fabio Borgogni, pittore in Bergamo.

Venerdì 15 giugno 1990
Quattro liriche di Maurizio Pini, valtellinese a Milano.
(Seguono le poesie di Maurizio Pini: Orizzonti, Al futuro presente di piccola terra, Camera. Autunno, Afu)

Venerdì> 29 giugno 1990
"Giancarlo Barbieri, triestino, presenta in apertura della nostra settimanale rubrica alcune liriche tratte dal libro Le inaccessibili rive, che gentilmente ci ha fatto pervenire. Il libro, edito lo scorso anno, è il secondo volume di versi dell'autore che ha esordito una decina di anni fa con la raccolta Gli specchi mentono edita dalla Società Artistico Letteraria di Trieste. La poesia di Barbieri è soprattutto poesia d'ispirazione religioso-morale, tuttavia in moltissime liriche il motore dello sviluppo poetico è l'osservazione del quotidiano, fatto di cose e di persone, di sensazioni e di ricordi. Apre la breve silloge una poesia, per così dire profetica, datata Berlino Ovest, 1984. Seguono poi tre liriche del periodo 1970-1972 dove è fortissimo il richiamo della terra d'origine, Lussino. Chiude una poesia sulla bora, il nostro terribile e amato vento."
(Seguono le poesie di Giancarlo Barbieri: I quattro dell'Apocalisse, Pescatori, L'isola, Ritorno nell'isola, L'angelo)

"Le poesie di Francesca Tentori, di Boffalora d'Adda, sono state recentemente raccolte in volume dalla Cassa Rurale ed Artigiana di Boffalora e Monte Cremasco. Se poesia è anche e soprattutto capacità di sentire, di esprimere quello che dice il cuore - è scritto nella presentazione del volume, - allora Francesca Tentori è poetessa vera, anche se lei sa bene di non avere la formazione letteraria di chi ha potuto frequentare le accademie ufficiali della scrittura. Una donna, una madre che vive e lavora, soffre e gioisce come le donne e le madri di un tempo andato. Un personaggio raro, interprete di sentimenti e moti del cuore forse non più di moda, ma che meritano di essere proposti alle nuove generazioni. Dal libro, Le mie poesie, abbiamo tratto le liriche che seguono."
(Seguono le poesie di Francesca Tentori: Noi, Essere, Capirsi, Diciotto anni di mia figlia, La mia casa)

"Giovanni Devecchi [De Vecchi nel testo originale, una svista, n.d.r.] è piacevolissimo poeta in vernacolo, capace di far vibrare le musicali corde della parlata dialettale generando melodie intessute di tenera melanconia e di quella dolcezza di sentimenti di cui è ricca l'anima lodigiana. Ma non meno efficaci sono le liriche dove al dialetto viene preferita la lingua."
(Seguono le poesie di Giovanni Devecchi: La gazza, Foglie)

Venerdì 6 luglio 1990
"Qualche tempo fa, Giovanni Devecchi (chissà perché la settimana scorsa ho scritto De Vecchi?!) mi ha inviato un fascicoletto destinato agli amici, con un consiglio, "Sorseggiare a piccole dosi, come la grappa". Aforisma particolarmente indicato, poiché il fascicolo subito si scopre scrigno di piacevoli liriche dove la parlata dialettale dà il sapore e la tenera melanconia d'un mondo non lontano nel tempo fatto di dolcezza di sentimenti e d'umanità vera; un mondo forse perduto, oggi sogno dell'immaginario romantico d'ognuno; un mondo forse reale e parallelo continuamente negatoci dalla fretta che muove il quotidiano."
(Seguono le poesie di Giovanni Devecchi: El sulé mort, Piassa Einstain, Sulitüdin, Ciau... vò!...)

"Amore sublime è il quinto libro di poesia di Giulia Manzi. Uscito a qualche mese di distanza dalla pubblicazione di Ascolto la voce del vento, di quello riprende e completa il messaggio poetico, che è soprattutto un invito a donare se stessi agli altri, a smettere irrefrenabili corse al successo e all'effimero, a ritrovare la propria dimensione umana fatta grandemente dai piccoli doni, trascurati da noi, che ci circondano, doni d'una creazione meravigliosa. Le poesie di Giulia Manzi - ha scritto Piero Lugaro - sono poesie semplici, povere di parole ma ricche di sentimenti, canti brevi, nati da lunghe attese, con vibrazioni intensamente umane. Osservazione tanto più vera in Amore sublime, dove il discorso si fa più intimo, svelando - come annota la prof. Tiziana Chiesa nella prefazione, - una penna che scrive da sola, guidata più dal cuore che dalla mano.
(Seguono le poesie di Giulia Manzi: Inno, Pensieri, L'ora del vespro, Tu ci sei Signore)

Venerdì 13 luglio 1990
"UN ANNO DI POESIA - Con la pagina della settimana scorsa, la rubrica di poesie ha girato la boa del primo anno, un anno fecondo di esperienze, che ha permesso al pubblico dei lettori e a me personalmente di conoscere la produzione poetica di molti autori lodigiani. Mettendo da parte false modestie, io credo che la settimanale pagina del Cittadino abbia contribuito nel Lodigiano a quell'interessante fenomeno di riscoperta della poesia e dell'espressione poetica come mezzo di comunicazione del proprio esistere, che la società tecnologica attuale sta vivendo dovunque. Un particolare ringraziamento, quindi, al direttore del giornale, Don Mario Ferrari, a Ferruccio Pallavera e a quanti, all'interno della redazione hanno creduto nell'iniziativa, concedendole uno spazio amplissimo ed una collocazione giornaliera felice per il suo sviluppo. Ma un ringraziamento di cuore anche a quanti hanno partecipato, inviando i loro scritti, alla redazione della pagina, e a quanti hanno seguito il suo svilupparsi, facendo pervenire benevoli suggerimenti e critiche.

LE POESIE DELLA SETTIMANA - La silloge si apre con tre mie poesie, che parlano del Carso, la mia terra d'origine, ma che dedico, proprio perché particolarmente care, di cuore alla gente lodigiana, che mi ha accolto benevolmente in questi vent'anni di residenza in terra lombarda, e che, soprattutto in questi primi mesi del 1990, ha donato alla mia poesia la gioia d'un consenso insperato."
(Seguono le poesie di Sergio Fumich: Monrupino, Moja zemlja, Quel giorno)

Venerdì 14 settembre 1990
Meleti nelle liriche di Antonio Bravi
(Seguono le poesie di Antonio Bravi: Mlid poc e pulid, Casstel de Mlid, Lago Boyton, Cassina, La mè biga de cursa)

Venerdì 4 gennaio 1991
"La pagina oggi raccoglie nella prima parte composizioni di giovani lodigiani che hanno scelto la poesia come forma di espressione e di comunicazione del proprio universo. Sono versi perlopiù tristi, venati da dubbi, incertezza, inquietudine, pessimismo. Sono versi, al di là della loro valenza poetica, su cui riflettere, noi marinai ormai esperti di questa barca che si chiama vita quotidiana."
(Seguono poesie di Flavio Riccardi, Mara Fumich, Roberto Vigorelli, John Pep [Pino Falanga], Federico Novello, Pietro Zannoni, Fabio Francione, Nadia Bosi)

Venerdì 1 febbraio 1991
Un ricordo di Dino Buzzati.

Venerdì 5 aprile 1991
La poesia di Clemente Rebora a Lodi.

Venerdì 12 aprile 1991
Poeti lombardi: Luciano Erba.

Venerdì 3 maggio 1991
Poeti lombardi: Giovanni Testori.

Articoli notevoli, recensioni presentazioni
NOTE DI COMMENTO E PRESENTAZIONE DALLA RUBRICA "IL SETACCIO"
Brevi commenti e presentazioni pubblicate nella ru­bri­ca dedicata alla poesia del quotidiano "Il Cit­ta­di­no" di Lodi

Anni Novanta.

Con una nuova direzione ed il cambio dell'impostazione grafica del quo­ti­dia­no, la pagina della poesia viene soppressa e sostituita con una rubrica quotidiana, "Il setaccio", sempre curata da Sergio Fumich.


Note significative di commento e presentazione:

Mercodì 8 maggio 1991
"Roberto Vigorelli è un giovane promettente poeta che i lettori della rubrica hanno avuto modo di apprezzare per l'agilità e la freschezza d'invenzione. Anche la poesia, che viene oggi presentata, appare capace di avvilupparci in un sottile gioco di suggestioni."
(Segue la poesia di Roberto Vigorelli: La tela)

Giovedì 9 maggio 1991
"Dopo Eco silente (Ed. Campus, Milano 1985), silloge che raccoglie liriche degli anni 1983-1985, Benedetto Di Pietro, poeta di Cerro al Lambro, ha pubblicato nel marzo di quest'anno, presso la Prometheus Editrice di Milano la raccolta Sembiante (1986-1990), che prosegue la ricerca sul linguaggio iniziata con le liriche precedenti.
In Montevecchio, la prima delle due poesie scelte per l'angolo odierno, ben calibrato è l'equilibrio tra liricità e la speculazione linguistica, vincente soprattutto nella prima parte, Riesenrad, della raccolta; in Passerella, la seconda, l'afflato lirico la fa da padrone, come pure nelle altre composizioni che chiudono la silloge: nostalgia, se non quasi un ritorno, a quella stradona analgesica dei più che Guido Oldani, nella nota introduttiva, mette all'indice?"
(Seguono le poesie di Benedetto Di Pietro: Montevecchio, Passerella)

Venerdì 10 maggio 1991
"I dü urelogi è una poesia di Giovanni Devecchi del 1990. Le quattro quartine di endecasillabi propongono, in una delicata, ovattata atmosfera disegnata dai suoni melodiosi del dialetto, un momento notturno di veglia, di ripensamento di sé, di preghiera."
(Segue la poesia di Giovanni Devecchi: I dü urelogi)

Giovedì 16 maggio 1991
"Un tema ricorrente nella poesia di Lina Mirabile è il mare; anche nella lirica di oggi troviamo attimi d'un'estate marinara. La scoperta d'una conchiglia suggerisce la riflessione sulla poca cosa ch'è l'uomo di fronte all'eternità dell'universo."
(Segue la poesia di Lina Mirabile Romano: La conchiglia)

Martedì 28 maggio 1991
"Singolare lascito umano così preziosamente spirituale - come ha annotato per noi Livio Migliorini, segnalandocela, - la piccola silloge di sette poesie, lasciata dal professor Vittorio Corazza, morto a Roma il 22 maggio di quattro anni fa ed ora sepolto nel cimitero di Lodi. Già nella pagina della poesia qualche tempo fa avevamo pubblicato le significative e toccanti liriche A mia madre e Natale; oggi lo spazio della rubrica è lasciato ad un'altra composizione dove, ultima delle sette, la pessimistica visione d'un'esistenza sofferta si scioglie finalmente nella serena consapevolezza della ritrovata speranza."
(Segue la poesia di Vittorio Corazza: Chiesetta di montagna)

Martedì 4 giugno 1991
"Aprendo a caso l'altro giorno il libro di Giancarlo Barbieri Le inaccessibili rive, mi son trovato davanti le due poesie che riporto. Sconcertante la prima dice di un suicidio, l'altra, brevissima, è un ricordo d'un viaggio in Egitto. Entrambe ci mostrano un altro aspetto della poetica dell'autore triestino che il lettore ha conosciuto qualche tempo fa nella settimanale rubrica della poesia soprattutto come cultore di tematiche religiose."
(Seguono le poesie di Giancarlo Barbieri: Nunzia, Il fanale spento)

Giovedì 6 giugno 1991
"I piccoli gesti, le abitudini quotidiane di una persona cara ci restano nel ricordo come un ritratto. Annota per noi Annalisa Mucili: Scrissi questa poesia dedicata a mia sorella Loredana nel 1988, ed ora che recentemente è volata in cielo, nel rileggerla ritrovo parte della sua essenza."
(Segue la poesia di Annalisa Mucili Errico: Loredana)

Venerdì 7 giugno 1991
"Tra le pieghe dei concorsi di poesia, a cercare, capita di trovare versi che val la pena di riproporre in una rubrica come questa. L'evento, non raro, suggerisce la riflessione che non è necessaria, seppure talvolta importante, l'acclamazione d'una giuria per essere consegnati al ricordo. Le due liriche qui presentate, hanno partecipato alla V edizione (1986) del concorso Alla scoperta dei poeti lodigiani."
(Seguono le poesie di Jolanda Mantovani: Il giorno, e di Giuseppina Camilli: Vorrei crescere)

Martedì 11 giugno 1991
"Nel volume Le strade, le curt e i canton de la Bassa, edito nel 1989 dalla Libreria Meravigli Editrice di Vimercate, Antonio Ferrari, il notissimo Cècu de I Soliti, ha raccolto in volume un po' delle sue poesie dialettali. Nello spazio odierno ne riproponiamo una, piccolo prezioso esempio di una liricità schietta e scevra del nostalgico manierismo di molta poesia dialettale."
(Segue la poesia di Antonio Ferrari (Cècu): Calüra)

Mercoledì 26 giugno 1991
"Il classico tema della foglia all'approssimarsi dell'autunno destinata a cadere, nella poesia di Angela Beltrami Lenzi, finalista nell'ottava edizione del Premio nazionale di Poesia Lodi Città di Ada Negri. Ma qui la foglia è una tenera piccola foglia che non farà tempo a vivere la sua stagione."
(Segue la poesia di Angela Beltrami Lenzi: La piccola foglia)

Giovedì 27 giugno 1991
"Epigrammi primi di Pietro Grisi è un libro (siamo nel luglio 1989) che sulla stampa locale ha trovato alcuni autorevoli consensi ma è passato inosservato, a torto, tra i grandi imbonitori, che spesso scalibrano per contro cose modeste. Dal libro riproponiamo due epigrammi ed una rilettura (o per chi non l'avesse fatto, una lettura) della raccolta."
(Seguono le poesie di Pietro Grisi: Partono le navi, Le linee euforiche)

Venerdì 28 giugno 1991
"Graziella Buttabuoni, lodigiana, scrive cose graziosissime in dialetto, che riserva, come si fa con i vini migliori, per gli amici. Eccone un esempio."
(Segue la poesia di Graziella Buttabuoni: Aveghe un'amisa)

Venerdì 5 luglio 1991
"Delicate quartine di settenari queste di Devecchi, che tratteggiano in una suggestiva ambientazione l'essenzialità della vita umana."
(Segue la poesia di Giovanni Devecchi: Il sagrato)

Martedì 9 luglio 1991
"Il libro L'imbuto rovesciato del milanese Paolo Pezzaglia ha aperto poco più di un anno fa la collezione di poesia Eos della Prometheus Editrice, attenta alla vita letteraria lodigiana (dopo Sembiante di Benedetto Di Pietro, sta per uscire Il Salotto Letterario di Lodi (1980-1990), un'antologia che contiene lavori degli autori del Salotto, ed altre iniziative si annunciano). Dal libro di Pezzaglia sono tratte le due liriche di oggi."
(Seguono le poesie di Paolo Pezzaglia: La sera, America)

Martedì 16 luglio 1991
"Enzo Aprea, nato a Pola in Istria nel 1932, ha vissuto l'adolescenza e la giovinezza a Torre del Greco (NA). Giornalista alla Bbc, è stato per oltre venticinque anni inviato speciale alla Rai, realizzando servizi per radio e televisione, occupandosi dell'emarginazione. Nel 1976, gli vengono amputate mani e gambe per il 'morbo di Buerger': cerca di darsi la morte, poi la morfina, infine sceglie la vita. Diviene una voce ascoltata dei senzavoce. Ad Enzo Aprea, al suo coraggio, alla sua lotta è dedicato lo spazio odierno, con una sua lirica tratta dal libro Dall'amore con rabbia, edito da TraccEdizioni."
(Segue la poesia di Enzo Aprea: Per una sordomuta)

Giovedì 18 luglio 1991
"Andrea Maietti è un cantore innamorato della sua terra, di questa terra fortunata, ricca d'acque e fertile, che ancora conserva nei luoghi e nella sua gente tracce nette d'una civiltà agricola, densa di valori e d'umanità, altrove già irrimediabilmente perduta."
(Segue la poesia di Andrea Maietti: Primavera ad Abbadia Cerreto)

Venerdì 19 luglio 1991
"Due brevi liriche oggi di due autrici emergenti nella vasta schiera della cosiddetta poesia ingenua lodigiana. La lirica di Giulia Manzi è tratta dal libro Ascolto la voce del vento (1989), l'altra, di Francesca Tentori, dal libro Le mie poesie (1989), edito a cura della Cassa Rurale ed Artigiana di Boffalora d'Adda e di Monte Cremasco."
(Seguono le poesie di Giulia Manzi: Papaveri tra i cipressi, e di Francesca Tentori: Rugiada)

Martedì 23 luglio 1991
"Nel numero 0 della rivista semestrale di poesia Kamen', diretta da Amedeo Anelli, la sezione di critica tenta di fare per la prima volta il punto sull'opera del poeta melegnanese Guido Oldani. Dalla rivista, che ha la redazione a Codogno, è ripresa la poesia di oggi, tratta da Stilnostro (Cens, 1985)."
(Segue la poesia di Guido oldani: In tasca)

"Di Benedetto Di Pietro, poeta di Cerro al Lambro, riportiamo una lirica tratta dalla raccolta Eco silente (Edizioni del Campus, 1985). La poesia è un esempio di quella ricerca di un proprio linguaggio poetico, sulla eco oldaniana (ma ben diverso è il nostro, forse dalla sua sicilianità salvato da quella sorta di astratto calcolo delle parole istituito dall'amico melegnanese), che è il motivo cementante della silloge, continuata anche in molte liriche della recente Sembiante (Ed. Prometheus)."
(Segue la poesia di Benedetto Di Pietro: Dimostrazioni)

Giovedì 25 luglio 1991
"Poesia del sentimento, forse meglio poesia del cuore, poesia intima è tanta produzione di oggi, che usa soprattutto il verso libero come forma d'espressione perché essa è prima d'ogni altra cosa moto sincero e spontaneo dell'anima. E spesso riesce ad essere espressione estetica oltre che densamente umana."
(Seguono le poesie di Annalisa Bazzacchi: Solo, e di Lina Mirabile Romano: Gloria)

Martedì 3 settembre 1991
"Fausto Pelli è per indole e sottile senso di autocritica poeta affatto prolifico. La pubblicazione di una sua poesia è un vero e proprio evento. La poesia qui proposta è del 1986."
(Segue la poesia di Fausto Pelli: Lasciarci a maggio)

Martedì 3 settembre 1991
"Un vecchio numero della rivista Polena, datomi dall'amico Amedeo Anelli, m'ha fatto riscoprire Arturo Onofri, il poeta romano (1885-1928) coetaneo di Dino Campana. Da quel numero della rivista, l'11, è tratta la lirica proposta."
(Segue la poesia di Arturo Onofri: Per vivere soltanto)

Giovedì 5 settembre 1991
"La giovinezza di Roberto Vigorelli traspare prepotentemente da questi versi. La poesia come sogno, come malattia da cui non se ne esce più. Ma forse poesia è solo un vizio assurdo che non si può smettere, cui ci si condanna quando si decide - in quel preciso momento - di fare sul serio."
(Segue la poesia di Roberto Vigorelli: Ieri tu...)

Mercoledì 18 settembre 1991
"Giulia Manzi ha cominciato a scrivere poesie nel 1986, scoprendo di sé, nelle proprie esperienze d'una vita - infermiera al Fissiraga - dedicata ad aiutare gli altri, un fertile estro lirico. Da Così parlò il cuore, riportiamo oggi due poesie dove il dialogo intimo della poetessa con se stessa oscilla tra la malinconia del ricordo ed il desiderio di altri orizzonti ancora possibili."
(Seguono le poesie di Giulia Manzi: L'inafferrabile, Cose lontane)

Venerdì 20 settembre 1991
"Di Bepi Nider, un poeta e scrittore di Rovigno trapiantato a Roma, l'editore romano Roberto Peliti ha pubblicato nel 1970 la raccolta Mis-Mas, contenente versi in un dialetto istriano misto delle parlate di Pola e di Albona, con qualche ricordo dell'originale natia espressione di Rovigno. Tutte le poesie di Nider, come in un diario, sono accompagnate da annotazioni spaziotemporali circa la composizione, così sappiamo che il sonetto che segue, è stato scritto a Roma nel 1953."
(Segue la poesia di Bepi Nider: Primavera)

Mercoledì 25 settembre 1991
"L'estate (e le ferie) significano per me un periodo di letture (quanto accantono durante l'anno indaffarata formica) e d'un bazzicare per librerie. M'è capitato così di trovare in un negozio di libri usati, a Trieste, un volumetto di poesie in dialetto di Fulvio Muiesan intitolato Ti come Trieste. Correndo il rischio d'esser accusato di cam­pa­ni­li­smo, ecco una lirica che parla della mia città oggi."
(Segue la poesia di Fulvio Muiesan: Città al vento)

Martedì 29 ottobre 1991
"Suggestioni estive nelle due liriche di oggi. La prima, del codognese Paolo Cesare Grecchi, ci mostra un quadro suggerito dalla grandiosità e dalla forza di un paesaggio roccioso marino; l'altra, di Pietro Zannoni, un appunto intimistico, 'un punto della situazione'."
(Seguono le poesie di Paolo Cesare Grecchi: Un angolo di mare, e di Pietro Zannoni: Le mie acque)



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