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«Il lavoro è un intenso e caleidoscopico ressouvenir di sapore proustiano, sequenza di schegge di preterita (assai belle le stanze in memoria del padre) dal ritmo dimesso e prosaico ottenuto con abbondante uso dello enjambement, dove citazioni (Poe, Leopardi ed altri) e brani in dialetto triestino (vd. i canti IX e X) s'intarsiano in un insieme perfettamente omogeneo e unitario pur nella sua frammentarietà.» (Piergiacomo Petrioli)
«Oltre il punto di non ritorno... è una
splendida dimostrazione di poesia totale, di idee, di memoria, di
meditazione d'arte e di letteratura. Il poema è uno dei pochissimi
testi moderni di autentico respiro poematico e, al tempo stesso,
di continua intensità di immagini e di ritmo.» (Giorgio Bàrberi Squarotti)
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