Sergio Fumich è nato a Trieste nel 1947. Ha svolto attività pubblicistica dal 1978 al 1995 come collaboratore del quotidiano di Lodi Il Cittadino. È stato direttore responsabile di alcuni fogli locali e della rivista di poesia Keraunia. Ha pubblicato libri di poesia e di racconti, libri di fotografia e grafica, libri ed opuscoli divulgativi.

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:: 2018 - Dicembre.

Annotazioni quasi quotidiane di varia umanità

-- Anno: 2018 | Mese: Dicembre

:: Notiziona, di quelle che ti cambiano la vita: il casello sull'autostrada A1 Milano-Bologna cambierà nome. Non più Piacenza Nord, ma Basso Lodigiano. Ieri, dice la cronaca locale, è arrivato il via libera del sottocomitato per la Toponomastica Autostradale andando incontro alla richiesta di 13 sindaci lodigiani. Gongola il leghista Guido Guidesi sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Non si tratta semplicemente di un aspetto campanilistico, ma di una conferma identitaria". Già, perché per Guidesi, lodigiano di San Rocco al Porto, il cartello ora segnala "la nostra volontà di emergere come territorio unico e con caratteristiche culturali, gastronomiche e paesaggistiche proprie". Fosse solo questo il vero problema del Lodigiano...
-- 15 Dicembre 2018

:: Anche se visto e rivisto in queste ore sul web, la furbata sottolineata da tanti merita qualche riga. Come normalmete si legge 2,4%? Due e quattro per cento. E 2,04%? Due e quattro per cento. Qualche vittima ha fatto, così tal Tommaso che sul gruppo ufficiale del Movimento 5 Stelle ha scritto esultante: "W il nostro Presidente che è riuscito a tenere il deficit al 2 e 4! Al[l]a faccia dell'Europa". Trecento like! Anche se qualcuno lo ha ammonito con un "Dio santo l'ignoranza! Non dire in giro che voti il Movimento". Sarà, dunque, anche oziosa la domanda, ma lecito il sospetto: è stata in buona fede la trovata di aggiungere uno zero tra 2 e 4?
-- 14 Dicembre 2018

:: La telenovela di Cesare Battisti prosegue mettendo in ridicolo sempre di più la giustizia brasiliana e di riflesso l'establishment italiano. Il giudice che lo scorso ottobre aveva revocato le misure restrittive a Cesare Battisti, ha revocato la revoca: "Cesare Battisti deve essere arrestato per evitare il pericolo di fuga in vista di un'eventuale estradizione", ha scritto assecondando la richiesta della procuratrice generale Raquel Dodge, che riflette l'intenzione del presidente Jair Bolsonaro di concedere l'estradizione, cosa più volte dallo stesso assicurata dopo l'elezione, ribadita ancora ieri all'ambasciatore italiano. Bolsonaro considera la sua decisione un "piccolo regalo" per il popolo italiano; naturalmente, come dicono i giornali, molto apprezzata dal nostro ministro dell'interno Salvini. Ricordiamo che il presidente Lula da Silva aveva concesso a Battisti la residenza permanente in Brasile, e che la possibilità che un presidente possa legalmente modificare una decisione in materia presa da un suo predecessore, è tuttora allo studio dell'Alta Corte brasiliana. Ma resta un problema: dov'è Battisti? Nessuno lo vede da novembre, nessuno dei suoi vicini di casa sa che fine ha fatto. Però la sua macchina è parcheggiata davanti a casa. Notiziona davvero!
-- 14 Dicembre 2018

:: Ah, la civiltà tedesca! Un esempio eclatante quello di oggi a Roma, dove in zona piazzale Flaminio, come riporta l'Ansa, fin dalla mattinata hanno iniziato a riunirsi i novemila supporter dell'Eintracht di Francoforte. L'occasione la partita con la Lazio, poi vinta. Momenti di tensione con lancio di bombe carta e panico tra i passanti, a cui hanno fatto seguito cariche della Polizia costretta a delimitare la piazza, piena anche di bottiglie in vetro a terra nonostante il divieto in vigore dalla sera prima. Ma tensione e contatto con le forze dell'ordine anche in zona stadio Olimpico sebbene non mancasse, infiltrato, qualche fesso italiano (la questura sospetta), atalantino gemellato con i tedeschi. Circa 300 tifosi hanno lasciato poi, dopo il bivacco in Piazza del Popolo, come souvenir un manto di rifiuti e residui di bottiglie. Ah, la Germania, Deutschland über alles!
-- 13 Dicembre 2018

:: Secondo dati Istat in cinque anni l'Italia ha perso oltre 156 mila tra laureati e diplomati: nel 2017, più della metà dei cittadini italiani trasferitisi all'estero, il 52,6%, è in possesso di un titolo di studio medio-alto, circa 33 mila diplomati e 28 mila laureati. Secondo l'Istat solo in parte l'andamento negativo del mercato del lavoro italiano influisce sulla decisione di abbandonare l'Italia. La nuova ottica di globalizzazione sarebbe la molla significativa che spinge i giovani più qualificati a trasferirsi all'estero dove sono maggiori le opportunità di carriera e di retribuzione. Insomma, per dirla in sintesi, lo Stivale, oggi, ai giovani più istruiti offre solo prospettive da ciabatta, che parrebbero destinate ad immiserirsi ulteriormente. Grazie all'Unione europea. Inutile dirlo tanto è ovvio.
-- 13 Dicembre 2018

:: L'affascinante Mara Carfagna sempre puntuale nei suoi commenti politici. Così la vicepresidente della Camera oggi in una nota: "Sono ormai un ricordo sbiadito le immagini di Luigi Di Maio trionfante sul balcone di Palazzo Chigi, dal quale annunciava di aver convinto il suo ministro dell'economia a scrivere su carta '2,4 per cento'. Il capo del M5S ha portato il governo italiano alla stessa umiliazione subita tre anni fa dalla Grecia, con Tsipras costretto a rimangiarsi le promesse agli elettori accettando condizioni peggiori di quelle che avrebbe potuto strappare qualche mese prima. Se l'Italia avesse presentato una manovra con meno tasse, più investimenti e più crescita, Bruxelles non avrebbe potuto bacchettarci. Se porti il reddito di cittadinanza, sei il governo che blocca la Tav, fai scappare gli investitori e calare il Pil, vieni trattato di conseguenza". Per la Carfagna è ora di cestinare la manovra del popolo. Tranquilla, signora vicepresidente. Le caratteristiche dell'iter parlamentare dicono che ci avevano già pensato da soli.
-- 13 Dicembre 2018

:: Credo che ormai ci siano riusciti, i padroni di Bruxelles, soprattutto per mano di quell'odioso francese (bene rimarcarlo, francese) di nome Moscovici, che ancora oggi la spara grossa (2,04? ancora non basta) a ridurre l'aspettativa di vita di questo governo. Se tira fino alle europee è un miracolo. Una volta tanto, commentando la calata di braghe dell'esecutivo gialloverde, la Boschi, la Maria Elena, la dice giusta: "Era tutto uno scherzo, tanto pagano gli italiani". Il web è inferocito: "E allora perché ci avete tenuti appesi a quel 2,4% per mesi? Bastava dirlo che una #manina aveva nascosto uno zero". C'è anche chi amaramente osserva che "persino il Pd aveva fatto manovre più espansive". Che è un dire tutto. Ai piani alti dei due partiti in queste ore, dunque - tutti intenti ad un gran rimagna rimagna di dichiarazioni a voce alta dispensate fino a l'altroieri: tireremo dritto, me ne frego, dal 2,4 non si arretra - non si sa se qualcuno ancora ha seriamente ragionato sulle conseguenze. Certo ci provano, devono provarci, Macron con i gilet gialli ha fatto scuola: così Salvini, "Al lavoro per evitare sanzioni e mantenere gli impegni", così il grillino D'Uva che loda l'ennesimo capolavoro dell'angelico Conte, "Probabilmente evitiamo la procedura d'infrazione e confermiamo le nostre misure fondamentali". Inutile. Per i Cinque Stelle è bastata la buccia di banana della minaccia di procedura di infrazione per farsi terribilmente male, da prognosi riservata, riservatissima. Il web non perdona. Per la Lega è un po' diverso. Malumori sì, ma la Lega è da sempre nel sistema. E poi se ben si guarda, segnali anche ci sono e pure evidenti che industria e finanza europea, dato per scontato un divorzio a tempi brevi, stiano scommettendo sul partito di Salvini.
-- 13 Dicembre 2018

:: Per il francese Pierre Moscovici la Francia può sforare la soglia del 3% del rapporto deficit/Pil. Il francese, sottolineo: francese, commissario Ue agli Affari economici lo ha detto in un'intervista al quotidiano Le Parisien dopo l'annuncio delle presunte misure del presidente Emmanuel Macron per smorzare la rabbia dei Gilet gialli. E l'Italia? Naturalmente no, per il francese Moscovici in Italia "la situazione è completamente diversa". Già, in Italia non c'è da salvare un fallimento di presidente e il suo governo, come in Francia, c'è da abbattere un governo democraticamente eletto dalla maggioranza degli italiani, ma antieuropeo e scomodo per i potentati europei, abituati negli anni dagli zerbini azzurri e dem a fare in questo paese i loro porci comodi e a razziare le nostre ricchezze. Ma che ci stiamo a fare nella Ue con questa Francia che mostra chiaramente di voler risolvere i suoi pesantissimi problemi economici e sociali a scapito degli altri paesi europei? Tanto la Francia può farlo, dice il francese Moscovici, no? È tempo di sfasciare il giocattolo in mano allo squallidume degli Junker, dei Moscovici, degli altri alti burocrati complici di un'idea dell'Europa che vuol fare dei suoi popoli una massa acritica di consumatori per meglio ingrassare i padroni della finanza e dell'economia. Spontaneo il pensiero che cominciare a boicottare i prodotti francesi, i supermercati e gli altri esercizi commerciali di proprietà di multinazionali francesi potrebbe essere una prima idea, un gesto minimo, utile per dire che non siamo più disposti a subire. Insomma, francese? no grazie.
-- 12 Dicembre 2018

:: L'establishment francese non mostra di rendersene conto, ma la sua grandeur nella interpretazione del presidente Macron, oltre ad esaltare lo scontro sociale interno, ha fatto del popolo francese un soggetto da odiare visceralmente. E non solo nell'ambito del fondamentalismo islamico con cui si prova a spiegare il sangue versato per le strade. Macron è presidente dal 2017, ma negli anni precedenti non era un signor nessuno: dal 2014 al 2016 ha ricoperto la carica di ministro dell'economia, dell'industria e del digitale, una carica non da poco rispetto agli equilibri interni ed esterni. L'attentato di ieri al mercatino di Natale di Strasburgo ha fatto evidenziare ai media che in Francia dal 2015 vi è una situazione di terrore creata da undici attentati che hanno causato in totale 245 morti. Nel 2015 i due attentati che hanno suscitato lo sdegno e la solidarietà del mondo: il 7 gennaio l'attacco alla sede della rivista satirica Charlie Hebdo a Parigi; il 13 novembre l'attacco terroristico, sempre a Parigi, nella sala concerti Bataclan, in ristoranti e vicino allo Stade de France, 130 morti e 350 feriti. Quest'anno già altri due atti di terrorismo avevano turbato la Francia, in particolare quello del 12 maggio, quando un francese nato in Cecenia accoltellava i passanti nel quartiere dell'Opera, nel cuore di Parigi, facendo un morto e quattro feriti. Ieri tre morti almeno dodici feriti, dicono le cronache. Un attentato in un luogo simbolo: i mercatini di Natale del centro storico di Strasburgo, cuore, come viene definito, dell'Europa e casa del Parlamento europeo. Si è sempre liquidato il problema grazie ad una puntuale rivendicazione del cosiddetto stato islamico, ma è una situazione che ricorda i tempi in Italia della strategia della tensione negli anni di piombo. Sbaglio?
-- 12 Dicembre 2018

:: Si è visto dai media nostrani, oggi, anche se con importanti eccezioni, compiere una sorta di pompieraggio sulle proteste popolari in Francia. Secondo lo scrittore e giornalista francese Gilbert Mercier, intervistato da Sputnik, invece, non ci sono segnali che l'azione del movimento Gilets Jaunes si stia smorzando, ma anzi si sta ampliando, coinvolgendo altri settori della società francese. Secondo Mercier, la mobilitazione di 89.000 poliziotti e gendarmi in tutta la Francia va vista come una tendenza governativa ad aumentare la repressione delle proteste, in quanto la strategia di Macron non sarebbe quella di scendere a compromessi con i Gilets Jaunes, ma di reprimere la parte radicale del movimento. Da evidenziare, ma i media per lo più si dimenticano di sottolinearlo, come Macron stia ricorrendo all'uso estensivo di gas lagrimogeni e cannoni a pallini flash, non come ai tempi del generale de Gaulle contro studenti neo-marxisti in gran parte figli e figlie della borghesia benestante, ma contro cittadini che sono per lo più lavoratori della classe operaia e poveri pensionati che lottano, dice Mercier, per il pane e burro e per essere in grado di tenere un tetto sopra le loro teste. Allo stesso tempo non si pone l'accento sul fatto che i ferocemente apartitici Gilet Jaunes siano comunque un movimento anticapitalista: simboli di ricchezza, osserva Mercier, come i negozi di lusso che non possono permettersi o le banche, sono stati i primi obiettivi, ma i media francesi li chiamano les casseurs come se fossero teppisti di strada, senza motivazioni politiche. Già all'inizio della prossima settimana il 50% dei camionisti francesi inizieranno uno sciopero a oltranza e anche gli agricoltori si uniranno alla protesta. Ed il movimento, che nel giro di un mese ha già alterato la società francese e il panorama politico interno, comincia a diffondersi anche fuori dalla Francia verso il Belgio, i Paesi Bassi, la Germania. Dalla sua l'essere un movimento inclusivo popolare senza idee razziste e di esclusione. L'analogia di Mercier con i Sans-Culottes del 1789 alla fine sarà vincente? Solo i Gilets Jaunes possono dare la risposta.
-- 9 Dicembre 2018

:: Evidentemente, stante la notizia di gossip, alla fine qualche parlamentare ha tratto le giuste conclusioni. Che ci sto a fare qui, anche se ben retribuito, ad alzare la mano o a premere un pulsante a comando per far passare decisioni prese altrove? Una vera noia, si deve esser detto, quando il tempo lo si può far passare in altro modo, con maggior soddisfazione. E così dopo la presenza di droga denunciata qualche anno fa, eccoti il sesso nei bagni della Camera, come ha raccontato la giornalista del Giornale Romana Liuzzo, nella sua rubrica di gossip, fatto per di più documentato dalla fotocamera di un cellulare. Un caso, quello svelato, poi esploso con alcuni articoli pubblicati da Il Tempo, quotidiano diretto da Franco Bechis. Così, come si scrive, dopo il severo Palmiro Togliatti e la giovane avvenente novizia Nilde Jotti, dopo gli amori tra i big e peones renziani quando al governo c'era Matteo il toscanaccio, ecco le storie che coinvolgono le pentastellate, nonostante il tuonare della vicepresidente Edera Spadoni contro l'aria frizzante evidenziata sulla carta stampata: "Questo non è giornalismo, ma sessismo. Noi donne del Movimento 5 Stelle non siamo esuberanti e io mi sento offesa". Gli uomini coinvolti, invece, sarebbero un leghista ed un azzurro. Non si fanno nomi, tutti tengono famiglia. Ma quello che sconcerta è il fatto, come dicono i giornali, che nei corridoi del Transatlantico non si parli d'altro, parlamentari, giornalisti, funzionari, commessi. Roberto Fico, il presidente della Camera, in risposta alla Spadoni, era sbottato con un "Io non sopporto gossip sessisti qui dentro". Però, a pensarci, finalmente alla Camera si parla di qualcosa di concreto.
-- 9 Dicembre 2018

:: L'Aquarius, la carretta ex nave oceanografica, che batteva bandiera panamense fino al settembre scorso, quando le autorità panamensi su richiesta italiana l'hanno esclusa dal proprio registro navale, noleggiata nel febbraio 2016 da SOS Méditerranée e Medici senza frontiere, per pattugliare le acque intorno a Lampedusa e vicino la costa libica per operazioni di ricerca e soccorso, ovvero per favorire il trasbordo in Europa di migranti in difficoltà, sospende l'attività. Il motivo espresso in un comunicato delle due organizzazioni, che trasuda toni che piacciono molto alle sinistre nostrane, sarebbe il fatto che "negli ultimi due mesi, con persone disperate che continuano a fuggire in mare lungo la rotta migratoria più letale al mondo [sic!] la nave Aquarius è rimasta bloccata in porto, impossibilitata a portare aventi la propria azione umanitaria salvavita [sic!]". Sembra cinismo l'evidenziare, il sottolineare certi toni, ma non lo è quando si legge che la causa dello stop "è il risultato della prolungata campagna avviata dal governo italiano e supportata da altri stati europei, per delegittimare, diffamare e ostacolare [sic!] le organizzazioni umanitarie impegnate a soccorrere persone vulnerabili nel Mediterraneo". Campagna che sta "minando [sic!] il diritto internazionale e i principi umanitari". Naturalmente non si dice che il 20 novembre scorso la Procura di Catania ha disposto il sequestro preventivo della nave nel porto di Marsiglia e di 460 mila euro con l'accusa di smaltimento illecito di 24 tonnellate di rifiuti inquinanti e pericolosi, indumenti contaminati e scarti alimentari, e che sta indagando su membri dell'organizzazione. Una condotta, tale smaltimento, lo si lasci dire, non certo irreprensibile da parte di medici.
-- 7 Dicembre 2018

:: Finalmente! I media cominciano a raccontare che la Francia di Macron non è l'eden, ma un paese che annaspa e che la sua grandeur, il suo millantato primato, ormai è solo spazzatura. Un paese socialmente molto più conciato dell'Italia. Gli avvenimenti degli ultimi mesi mostrano però che i francesi quando scendono in piazza, dai tempi della rivoluzione, fanno sul serio. Tanto da far evocare ad una fonte dell'Eliseo, citata da Le Figaro, un tentativo di golpe: "Ci sono forze eversive che stanno tentando di organizzare un colpo di stato". L'idea, l'ipotesi, è dei servizi segreti, servono a questo in Francia come altrove. Per la mentalità dei governanti ferma a Maria Antonietta - ricordate: S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche - una protesta così contro il caro benzina e contro la perdita del potere d'acquisto, non giustifica una rivolta tanto violenta per le strade delle città, e dunque? Ma la spiegazione è davvero semplice: "Gli estremisti che non sono riusciti ad imporre i loro leader alle scorse presidenziali cercano la rivincita. Vogliono far saltare il sistema", la convinzione di tutti i tutori dell'ordine espressa da un sindacalista della polizia. Nelle manifestazioni di domani si aspettano morti e feriti. E si esaspera l'attesa con notizie allarmanti: presenza di armi fra cui un fucile d'assalto, arma da guerra, negli scontri sugli Champs-Élysées, minacce di morte fatte arrivare a prefetti e sindaci vicini a Macron, un'atmosfera insostenibile se anche Jean-Alexandre Trogneux ha ricevuto minacce, un nipote di Brigitte Macron che gestisce un negozio ad Amiens. Si pensa ai blindati attorno ai siti sensibili. Ma si pensa anche al day after: se ci saranno incidenti gravi, Macron potrebbe sostituire il primo ministro Edouard-Philippe. Per sostituirlo, dicono i giornali, con un militare, l'ex capo di Stato maggiore dell'Esercito Pierre de Villiers, un generale che ha combattuto nel Kosovo e in Afghanistan. Ah, già il golpe: se non è colpo di stato questo!
-- 7 Dicembre 2018

:: Naturalmente la colpa è di Trump, scrive infatti Quotidiano.net: "L'allarme è arrivato poco dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva twittato ancora contro l'emittente il suo classico ritornello: Fake news - The enemy of the people!". Ma il fatto? Un uomo con un accento del sud (anche negli Stati Uniti ci sono i terroni) ha telefonato alla Cnn dicendo di aver piazzato cinque bombe all'interno del Times Warner Building costringendo l'emittente, evacuato il palazzo, a trasmettere per circa un'ora solo programmi registrati. Nulla di vero, una fake contro le fake, insomma. Un articolo comunque utile: abbiamo appreso se non altro che Columbus Circle, dove sorge il Times Warner Building, zona vicino al Central Park, è luogo pieno di negozi di marca e di alimentari biologici.
-- 7 Dicembre 2018

:: Utenti di Twitter, i più audaci li definisce l'Huffingtonpost, hanno proposto a Pamela Anderson, dopo il suo atteggiamento anti-Salvini e le sue parole postate sul social: "Le misure anti-immigrazione appena approvate scivolano verso una nuova forma di fascismo in Italia", di candidarsi per le primarie del Pd. Perché no? Ricordando Baywatch, almeno ci sarebbe del partito qualcosa da guardare.
-- 6 Dicembre 2018

:: Nel profilo Twitter di Quotidiano.net viene riportata questa citazione di Alexis de Tocqueville: "La democrazia è il potere di un popolo informato". Beh, non occorrono molti sguardi intorno per capire che qui, in Italia, dove si sguazza nella disinformazione riversata a secchiate da media e carta stampata, non vi è democrazia, alla faccia di Beppe Giulietti.
-- 6 Dicembre 2018

:: Bisogna riconoscerlo, per onestà intellettuale, il notevole pregio di Matteo Renzi: quello di aver sollevato il tappeto che copriva il lato oscuro del Pds-Ds-Pd, portando alla luce l'arroganza, la prevaricazione politica che a sinistra si considera una virtù, l'oppio dei popoli distribuito a piene mani da cialtroni, insuperabili anche dal peggiore imbonitore di fiera di provincia. Come un tempo i poteri forti economici finanziari puntavano sul clero cattolico, oggi costretto a vendere le chiese, come megafono di disinformazione, oggi puntano ancora su troll e agit-prop democratici per tenere nell'ignoranza il popolino ingenuo che crede ancora nel sole dell'avvenire. Fin che regge il partito, un partito che va in pezzi, che è in pezzi nonostante La Repubblica, Rai e Mentana. Un partito zombie che il meglio che sa offrire è Maurizio Martina, braccia rubate all'agricoltura. Matteo Renzi ha rotto il giocattolo. Farsene una ragione no? E dopo il funerale, sullo sfondo la domanda, a chi sarà passato il testimone? Domanda non di poco conto.
-- 6 Dicembre 2018

:: "Tex nelle mani di una donna". Detto così, l'apocalisse. In realtà il titolista di Magazine di Quotidiano.net, come tutti i titolisti, esagera i toni per vendere il prodotto. "Cade un tabù" si aggiunge addirittura nel sommario, la rivoluzione, attenti ad uscire da casa. È solo successo che Gabriella Contu, una donna, la prima in un mondo di maschi, abbia scritto e sceneggiato una breve storia disegnata da Lucio Filippucci all'interno del Color Tex uscito a fine novembre, La casacca magica. Forse solo un banale episodio, dal momento che la stessa autrice ritiene Tex "un personaggio molto difficile da affrontare, ha un canone molto particolare dal quale non può uscire. (...) Scrivere una sua storia ti pone di fronte a un colosso". Comunque, il titolista è riuscito nel suo intento: almeno uno, il sottoscritto, ha letto l'articolo.
-- 5 Dicembre 2018

:: I padri oggi vanno di moda. Così è abbastanza naturale trovare riferimenti a loro all'interno di interviste. Da una intervista di qualche settimana fa su Magazine di Quotidiano.net, ad esempio, veniamo a sapere che il papà di Diletta Leotta non ha l'auto, ma usa solo la moto, anche perché "il clima siciliano aiuta". Notizia che ti cambia la vita.
-- 5 Dicembre 2018

:: Come scoopa il giornale diretto da Maurizio Belpietro, anche Tiziano Renzi avrebbe fatto lavorare gente in nero e per di più clandestini. Nel suo caso ci sarebbero atti del tribunale a comprovarlo. Ma per andare oltre all'ovvia osservazione di quanto valga, dunque, il pulpito dello spretato buon Matteo, bisognerebbe finalmente mettere fine all'ipocrisia in politica: quale ditta del resto, tanto per dire, non ha avuto collaborazioni in nero? Comunque, tutta la vicenda è lo specchio di quello che è oggi il dibattito politico: molto, molto molto al di sotto del livello Pazzaglia di arboriana memoria.
-- 4 Dicembre 2018

:: Un articolo di qualche giorno fa ci dà la vitale notizia che sull'albero di Natale nella Red Room della Casa Bianca le palline riportano il motto della campagna Be Best contro il cyberbullismo e la discriminazione, fortemente voluta - come si sottolinea - dalla first lady. Non un monito, qualcuno ha pensato, al marito?
-- 4 Dicembre 2018

:: Spezzacchio, sostituto natalizio di Spellacchio, quest'anno alla ribalta a Roma, anche se la società che cura il progetto ha spiegato ai media come il soprannome social sia immeritato e ingiusto. Ma la notizia sorprendente è questa: in una delle aiuole di piazza Venezia dove mussolinianamente verrà posto l'albero, sarà allestita un'area dove cittadini e turisti potranno scattare foto con lo sfondo dell'albero e dell'Altare della Patria. Ormai lo spirito natalizio è questo. Con buona pace di chi ci crede ancora... al Natale.
-- 4 Dicembre 2018

:: La notizia che Michele Emiliano lascia il PD, o meglio che non si iscriverà più al partito, motivo incompatibilità con il suo essere magistrato, è forse uno dei tanti segnali che le regole tornano a valere dopo tanti anni di carta straccia democratica. Finalmente, verrebbe da dire, se lo scetticismo non fosse tanto. Con il mancato rinnovo dell'iscrizione al Pd, come dicono i giornali, Emiliano non potrà più fare parte dell'assemblea nazionale e pugliese del partito, né della direzione nazionale. Nessuna perdita per il Paese.
-- 4 Dicembre 2018

:: Leggere gli articoli de Il Piccolo online, quotidiano di Trieste, costa ora 1€ a settimana. Non so perché, ma mi viene in mente il migrante che passa porta a porta ogni venerdì per raccattare l'obolo.
-- 4 Dicembre 2018


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