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La volpe e l'uva
Di scrittori e scrittori in erba è pieno il mondo, non solo la nostra soleridente penisola di santi, navigatori e poeti, che annovera anche il sottoscritto tra le centinaia di migliaia se non milioni. Marco Uccella sul forum "Autori italiani" di Lulu.com ha scritto a proposito di un annuncio che il leader delle tute bianche Casarini sarà pubblicato da Mondadori:
«Allora...
Luca Casarini (lo sapete chi è, no? Il più duro e puro dei leader no-global) ha annunciato tronfio che scriverà un libro, un "social-noir", per Mondadori (Berlusconi).
Ora, lungi da me la voglia di instituire una discussione "politica", vorrei sapere se per voi è coerente che un (cosiddetto) uomo di sinistra nonché rivoluzionario compia un passo del genere, "vendendosi" ad una major dell'editoria, al solo scopo (dichiarato a parole pure quello) di spillargli qualche soldo per la "Causa"...
Dovremmo fare così anche noi, solo per vedere il nostro nome sulle copertine dei libri "ufficiali"?
Io dico di no.»
Del post di Uccella mi ha colpito particolarmente l'ultima frase, che ha generato una mia risposta che riporto più avanti. Prima, però, voglio dare spazio ad una considerazione, questa: il mestiere di scrivere non è un mestiere facile e farne una professione vera, a meno di non essere particolarmente bravi, di avere i contatti giusti, magari un background per nascita o per censo che non guasta o una particolare predisposizione ad essere baciati dalla sorte, significa rimboccarsi le maniche e sgomitare. Eppure tutti alle prime armi vedono, in questa società dell'immagine e dell'apparenza, i grandi editori come il punto di partenza delle loro fortune letterarie, non il punto d'arrivo. Ogni rifiuto genera crescente frustrazione, che se non si appende la penna la chiodo, va lenita ed in qualche modo superata. Ma non c'è unguento che tenga quando si vede un becero descritto tale dai media pubblicare presso la più grande delle case editrici italiane addirittura un "social noir", che forse non sa neppure che genere sia. E, dunque, ci si sfoga reclamando il proprio diritto alla "purezza intellettuale". Ecco di seguito la mia risposta:
« A parte il fatto che la gran parte dei personaggi che navigano nella sinistra freakish italiana attuale, si immedesimano di più nei cabarettisti di Zelig, nella migliore delle ipotesi, o, nella peggiore, in macchiette cui il "vaffa" di Grillo ben si addice quanto ai mostri sacri della politica nostrana, per cui uno spazio offerto nell'editoria spazzatura non deve né meravigliare né fare scandalo. (Ma dove sta poi lo scandalo? dov'è la vendita dell'onore del movimento "no global"? A furia di autoconvinzione che Berlusconi sia un babau da demonizzare a qualunque costo, si finisce col non vedere che il primo pensiero dello "zar" di Arcore è il business - e che la politica per Silvio non è che uno strumento per realizzarlo, oltre che per farsi proclamare "magno" dalla storia. Un libro di Casarini può vendere? Per il Cavaliere è il benvenuto - del resto è ben consapevole che la favola dei comunisti che "mangiano i bambini" serve solo a far vendere. Tutta la sinistra freakish, dai moderati ex-comunisti agli alternativi, si fa pubblicare da Mondadori, perché, oltre a portare soldi che anche in tasca di un "comunista" non guastano mai, è assolutamente snob - e, Bertinotti insegna, nei salotti buoni si sguazza alla grande). A parte tutto questo la citazione che segue:
Dovremmo fare così anche noi, solo per vedere il nostro nome sulle copertine dei libri "ufficiali"?
sa molto di un raccontino ben noto, quello della volpe e l'uva. Per fare come Casarini, bisogna essere Casarini, cioè avere la notorietà mediatica di Casarini; poi si può discutere. Perché Mondadori faccia un'offerta editoriale o sì è un eletto del Signore (un miracolato) o un personaggio di peso culturale, scientifico o politico riconosciuto, un vip dell'Italia che conta, oppure uno che fa parlare di sé perché rovescia cassonetti o mostra gambe e tette in tv, un personaggio mediatico, insomma, esaltato o demonizzato, che, dunque, tutti conoscono. Perché la mission dell'editoria è vendere, far cultura è solo un eventuale effetto secondario. E, tornando a Casarini, la sinistra freakish nostrana è un ottimo mercato librario, Mondadori alias Berlusconi lo sa bene.»
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Martedì, 25 Dicembre 2007 10:11 | Leggi i commenti | Indietro
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