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Sparafucile Lumbard

L'Unione compatta sul fronte della tassazione esasperata trova un im-pensabile ostacolo sulla sua strada, qualcuno che finalmente grida che Prodi è nudo, che Padoa Schioppa è nudo, che Visco è nudo. Chi grida è Umberto Bossi da Passo San Marco in quel di Bergamo: "A Roma pensano che i lombardi siano dei pirla che par-lano ma poi pagano le tasse. A loro interessano solo i nostri soldi. I lom-bardi non hanno mai tirato fuori i fucili ma per farlo c'è sempre la prima volta". E ancora, "Andremo fino in fondo, non ci fermeremo a metà, costi quel che costi. La rivolta e la protesta fiscale sono parte della lotta di liberazione in atto perché il Nord ha le scatole piene di uno Stato delinquenziale". La forza di Bossi sta nella sua convinzione che "se la Lombardia chiude i rubinetti l'Italia muore in cinque giorni perché vivono con i soldi dei lombardi".
Quasi uno scenario, insomma, da ex-Jugoslavia prima della scissione, dove il governo di Belgrado "sfruttava" a vantaggio dell'idea della "grande Serbia" le ricchezze economiche della Slovenia e quelle industriali della Croazia. "Tutti gli Stati moderni sono nati da rivolte fiscali. La nostra situazione non è diversa da quella degli antichi che erano schiavizzati da Roma, lo stesso è successo dopo con Garibaldi e i Savoia. Aveva ragione Cattaneo a dire che saremmo schiavizzati, ci hanno portato via tutto, ci hanno portato via la libertà".
E anche Calderoli, che è vicepresidente del Senato, non scherza quanto a parole dure: "Il tesoretto è la prova provata dell'esproprio e del furto a danno del popolo italiano e ai padani in particolare. Ci vorrebbe l'ergastolo. Il tesoretto è frutto del furto che viene fatto al Nord e poi ridistribuito nelle altre Regioni, sono dei ricettatori".
Ma come rispondono i "ricettatori"? Minima, per addolcire, è la risposta immediata di Alfiero Grandi, sottosegretario all'Economia, "La migliore risposta a Bossi è il silenzio. Questo è un problema del centro-destra. Non ci riguarda". Continuare, dunque, come se nulla fosse la parola d'ordine. Però la cosa non sembra da poco se il Quirinale ci fa sapere che Napolitano "ha la massima considerazione per la libertà del confronto politico, anche nelle sue asprezze, e per il pieno esercizio del ruolo e dei diritti di qualsiasi forza di opposizione. Ma dinanzi a eccessi clamorosi nella polemica e nella propaganda, sente di dover esprimere un forte richiamo alla moderazione del linguaggio, e al rispetto dei valori nazionali e dei principi costituzionali".
Maroni così commenta le parole di Napolitano: "Il presidente della Repubblica ha fatto un richiamo a tutti quelli che dicono parole forti e lo aveva fatto anche nei confronti di Caruso quando aveva detto quelle cose terribili su Biagi". E aggiunge: "Fucili no, ma molti vorrebbero dare qualche calcione ben assestato a chi ha fatto quel che ha fatto". Intanto Fassino e Rutelli invocano l'intervento di papà Berlusconi chiedendogli "presa di distanza netta ed esplicita dalle dichiarazioni rese ieri da Umberto Bossi, le cui parole pronunciate in pubblico hanno ricevuto il plauso dei dirigenti del partito che presiede e che fa parte della coalizione guidata da Berlusconi".
Preoccupata, al contrario di Grandi, Rosy Bindi, candidata alla guida del Pd: "Del linguaggio di Bossi penso tutto il male possibile. Chi parla di fucili e di scioperi fiscali crea un costume barbarico. E sbagliano gli esponenti di centro-destra a sottovalutarne la pericolosità". Più equilibrato il parlamen-tare dell'Ulivo Giorgio Mele che, più che di Bossi, continua a "stupirsi dei cosiddetti liberali, dei cosiddetti moderati, dei cosiddetti esponenti di centro, dei cosiddetti riformatori della destra italiana che continuano a individuare nella Lega un partito decisivo con cui continuare a fare alleanze per governare il nostro paese".
Credo che di Bossi non si possa fare a meno al Nord e ancor più dopo prese di posizione così forti. E se gli inciuciari dell'Udc prendono le distanze da Bossi, "Il fisco è un tema serio che non puo essere affrontato con le spacconate" (Michele Vietti), o "Un Bossi bifronte. Irresponsabile quando parla con Prodi di federalismo e riforma elettorale, irresponsabile quando parla ai militanti della lega, evocando fucili che per fortuna si riveleranno, come al solito, pistole ad acqua" (Lorenzo Cesa), da Forza Italia il vicecoordinatore Fabrizio Cicchitto invita a fare "la tara del linguaggio eccessivo", e precisa: "non crediamo che la sinistra possa dare lezioni a chicchessia". Sulla stessa linea An: Maurizio Gasparri sottolinea "i fucili di Bossi sono verbali. Con Prodi sono arrivati in Parlamento personaggi che hanno usato pistole vere nelle file del terrorismo; e nel suo schieramento ci sono consiglieri come chi ha ordinato l'esecuzione di Calabresi". La conclusione scontata: "non alimenti polveroni sulle parole chi non ha le carte in regola".
Positiva, ma ferma e concreta il segretario generale dell'Ugl, Renata Polve-rini: "Lo sforzo che il governo deve fare da subito è scovare tutti coloro che non pagano le tasse, evitando di continuare a prelevare risorse solo da chi al fisco non si sottrae". Non così Epifani, ma non stupisce: "Se si pensa alle vicende politiche di questi giorni, al rincorrersi delle dichiarazioni, e alla volgarità a cui abbiamo assistito in queste ore, denunciate dal presidente della Repubblica Napolitano, è chiara la distanza che c'è con il suo rigore". Il riferimento era all'ex sindacalista Bruno Trentin nel corso dell'orazione funebre. E sempre a margine della cerimonia funebre, Fassino: "Abbiamo chiesto quello che riteniamo assolutamente necessario: che il leader della coalizione dell'opposizione non abbia reticenze, ambiguità o equivoci per-ché quando si usano espressioni così irresponsabili, come quelle usate da Bossi è bene che tutti ne prendano le distanze".
Dimenticavo Di Pietro: "Ieri la 'chiamata alle armi' di Bossi, oggi la bottiglia incendiaria davanti ad una sede di Forza Italia. È la strategia della tensione esortata da cattivi maestri che incitano alla sottrazione e al non rispetto delle leggi. Sentimenti che covano nelle frange estremiste contrapposte, provocando reazioni a catena le quali, se non fermate in tempo, possono arrivare ad esplodere. Così è nato il terrorismo degli anni'70, così può nascere oggi un nuovo fenomeno sovversivo. Bisogna, ovviamente, isolare chi pratica la lotta armata con le bombe ma anche chi la predica".
Concludo questa panoramica con l'esegesi di Borghezio, che è capogrupo della Lega nord al Parlamento europeo: "Quanta ipocrisia nelle scandaliz-zate reazioni del 'Palazzo', ispirate al più logoro 'politically correct' alle parole pronunciate ieri da Bossi. In realtà, Bossi ha fatto un'affermazione che è in perfetta sintonia con uno dei fondamenti dottrinari di tutti i movimenti autonomisti e indipendentisti, cioè che la libertà e l'identità di un popolo sono un bene sacro che si può e anzi si deve difendere anche, occorrendo, con le armi. Non a caso, il nostro movimento è sempre stato solidale con la lotta di tutti i popoli, dai Corsi ai Baschi, che si battono per la loro libertà".
Infine riprendo dall'Adnkronos un testo che dà la misura della situazione fiscale, particolarmente gli ultimi dati sono preoccupanti. "Nei primi sette mesi del 2007 il fisco ha recuperato 3,139 miliardi, con un aumento complessivo del 56,4% rispetto ai 2,007 miliardi del 2006. È quanto emerge dai dati elaborati da Equitalia sui recuperi dei ruoli erariali e previdenziali nel periodo gennaio-luglio 2007.
Per quanto riguarda gli incassi, quelli derivanti dai ruoli erariali sono stati pari a 1,855 miliardi, con un incremento dell'87,8% rispetto ai 988 milioni dei primi mesi del 2006. Gli incassi derivanti dai ruoli previdenziali sono ammontati invece a 1,284 miliardi con un incremento del 26,1% rispetto a 1,019 del 2006.
L'obiettivo di 2,092 miliardi per i ruoli erariali, fissato nella finanziaria 2007, quindi è stato quasi raggiunto. Per quanto riguarda i ruoli previdenziali l'obiettivo prefissato di 1,920 miliardi è stato raggiunto per il 66,9% con l'incasso di 1,284 miliardi.
Complessivamente gli incassi da ruoli erariali e previdenziali, pari a 3,139 miliardi, rappresentano il 78,2% dell'obiettivo complessivo fissato in finanziaria pari a 4,012 miliardi. Da qui la previsione che a fine anno le entrate superanno di almeno un miliardo il target fissato.
Dai dati Equitalia emerge inoltre che il fisco 'blocca' sempre più auto e moto. Nei primi sette mesi del 2007 i fermi amministrativi sono infatti saliti del 69,9%. I provvedimenti adottati tra gennaio e luglio ammontano a 1.502.239 contro i 2.150.547 dell'intero 2006. Registrato anche un notevole aumento per le iscrizioni ipotecarie pari a 188.551, sempre nei primi sette mesi dell'anno, con un 69,7% in più rispetto ai 270.479 del 2006.
Per quanto riguarda i pignoramenti mobiliari le procedure risultano in aumento del 61,5% pari a 40.501 eseguiti tra gennaio e luglio di quest'anno contro i 65.872 del 2006. I pignoramenti presso terzi invece registrano una crescita del 66,4% nei primi sette mesi del 2007 mentre i pignoramenti immobiliari e di beni mobili registrati totalizzano il 52,6% in più pari a 5.024 procedure rispetto alle 9.553 decise nel 2006."

Postato:  Martedì, 28 Agosto 2007 11:38 | Leggi i commenti | Indietro

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