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W l'antipolitica W il qualunquismo
Ormai è sicuro, il "principe Giovanni" Prodi, quello senza terra, questo sen-za partito, con il suo "sceriffo di Not-tingham" Fisco Visco, passerà alla storia di questo paese come "l'uomo delle tasse". Che dire? Ci siamo ca-scati una prima volta per mandare al-lora a casa Berlusconi, ci siamo ca-scati per lo stesso motivo una secon-da volta l'anno scorso. Repetita iu-vant, dicevano i latini, ma, fuori dai denti, potevamo farne a meno. Più passa il tempo, più mi convinco che forse abbiamo fatto uno sbaglio, io co-me altri che hanno deciso, pur "dentro" non credendoci molto, di sostenere quell'accozzaglia di interessi particolari diversi che va sotto il nome di "Unione".
Perché, se ai tempi del proto-capitalismo l'imperativo dei padroni del vapore, dei "nemici di classe", era ingrassare sfruttando il proletariato, l'operaio dandogli un salario di sopravvivenza, quel tanto necessario perché continuasse a vivere e produrre, oggi, mutatis mutandis, le idee "comuniste", a dirla con Berlusconi, del premier e degli "amici di classe", non si discostano molto da quelle, solo che cambia il beneficiario dei "sacrifici": da una parte sempre i "padroni del vapore" anche se "nuovi", e in questo ci rassicura Montezemolo, dall'altra, al posto del re e nobili parassiti, il carrozzone della pubblica amministrazione, dall'ente locale su su sino all'alta burocrazia statale, le lobbies, insomma, che garantiscono il consenso.
Sarà antipolitica o, se vi piace l'obsoleto, qualunquismo, ma le parole dei tanti contastorie e imbonitori della politica sono aria: l'interesse comune, il benessere della gente, il progresso sociale, balle, perché ciò che conta è mantenere il potere e l'unico modo certo per farlo è ingrassare chi ti finanzia e chi ti genera consenso.
Nessuno, dunque, oserà mai far pagare ai ricchi e forti quanto in proporzione si fa pagare ai poveri e deboli. Nessuno d'altra parte oserà mai ridurre gli sprechi, i privilegi, i benefit della casta politico-amministrativa. Il problema non è lo stipendio di Prodi, il problema sono gli stipendi dei funzionari di livello statali, delle regioni, degli enti locali: troppo esagerati per organismi che non producono profitto, ma si reggono su tasse e balzelli. Per snellire la macchina della burocrazia, là dove è più improduttiva e cioè in alto, basterebbe questo: dimezzare gli stipendi o quanto meno ridurli ad un livello non competitivo con l'impresa privata e legarli seriamente alla produttività con un meccanismo bonus-malus, cioè riduzione in caso di inefficienza, premio in caso di verificata efficienza. Se così fosse, ma è utopia, non credo che per i "vecchi marpioni" del "sopravvivere bene" un impiego od un incarico amministrativo risulterebbe appetibile.
Questo, cioè il pubblico impiego, è il nocciolo della questione. La finanza allegra della balena bianca, oltre ad accumulare un debito pubblico colossale, ha generato, coltivando le proprie clientele, un "eco-mostro" dannoso per il paese quanto il trasporto su gomma (e il paragone è pertinente, essendo la causa comune). Aiutata in questo dalla esiziale filosofia dei sacrifici di chi diceva di venire da lontano. Oggi la balena bianca non c'è più, anche se tenta di spacciarsi per fenice. Resta quella malefica filosofia partorita da chi voleva "l'uguaglianza" in basso, ma sempre più in basso, finendo col togliere non solo alla "borghesia", ma anche al "proletariato".
Se il buon senso è antipolitica, viva l'antipolitica, o se più vi piace, viva il qualunquismo.
Postato:
Giovedì, 23 Agosto 2007 10:06 | Leggi i commenti | Indietro
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