Sergio Fumich è nato a Trieste nel 1947. Ha svolto attività pubblicistica dal 1978 al 1995 come collaboratore del quotidiano di Lodi Il Cittadino. È stato direttore responsabile di alcuni fogli locali e della rivista di poesia Keraunia. Ha pubblicato libri di poesia e di racconti, libri di fotografia e grafica, libri ed opuscoli divulgativi.

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Informazione e Controinformazione sui Veri Problemi della Gente

A partire dal giorno 8 dicembre 2009, utilizzando lo strumento Sites di Google, fu pubblicato online il "foglio settimanale di Brembio e della Bassa Lodigiana" Fatti e Parole, un notiziario, come veniva definito, di "informazione e controinformazione sui veri problemi della gente". Facevano parte della redazione Sergio Fumich e Angelo Bergomi. Il foglio aveva inoltre per collaboratori Alberto Saracchi e Pino Botti. In realtà il foglio nacque quotidiano. Nel solo dicembre del 2009 furono pubblicati 24 numeri. Aumentate le pagine, sette, il foglio divenne settimanale, ogni pagina era realizzata in un giorno della settimana. Successivamente, a fine 2010 il foglio migrò su altro server. In questa pagina sono raccolti articoli e commenti redatti da Sergio Fumich su temi di varia umanità, recuperati dalle pagine archiviate su Google Sites.

        

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INDICE

:: Anno II, numero 129 - Domenica, 16 Maggio 2010
-- L'uso strumentale di un progetto mancato.
-- Il mito della tangenzialina brembiese.
:: Anno II, numero 130 - Domenica, 23 Maggio 2010
-- Una buona azione.
-- Colpevoli.
-- Il piccolo colpo di mano sventato da una denuncia di Repubblica.

COLPEVOLI

G8 DI GENOVA. LA SENTENZA DI APPELLO SULLA DIAZ

La Corte d'appello di Genova ha riconosciuto le responsabilità di 27 tra agenti e dirigenti della polizia per i gravi abusi commessi durante il G8 di Genova, nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001, ai danni di decine di persone presso la scuola Diaz. «Questa decisione porta verità e giustizia alle vittime, alle loro famiglie e alle organizzazioni che in questi nove anni le hanno sostenute», ha dichiarato la Sezione Italiana di Amnesty International. Il dispositivo della sentenza di appello non solo conferma e inasprisce le condanne nei confronti degli agenti giudicati colpevoli in primo grado, ma amplia il riconoscimento delle responsabilità penali ai loro dirigenti. Ne emerge una conferma del quadro già allarmante ricostruito in primo grado: gravi violazioni (tra cui lesioni gravi, arresti illegali, falso e calunnia) furono commesse a Genova da agenti di polizia e dai loro responsabili nei confronti di decine di manifestanti inermi, aggrediti mentre si trovavano in un luogo di riparo notturno al termine delle manifestazioni indette in occasione del G8.
Seppur essenziale e lungamente attesa, la ricostruzione delle responsabilità penali individuali non è tuttavia sufficiente. In questi nove anni, sottolinea la Sezione Italiana di Amnesty International, non c'è stata alcuna parola forte di condanna da parte delle istituzioni per il comportamento tenuto dalle forze di polizia nel luglio 2001 a Genova. Il riconoscimento delle responsabilità penali di dirigenti di polizia per i fatti della scuola Diaz rende ancora più urgente che le istituzioni coinvolte si interroghino sul fallimento nella gestione dell'ordine pubblico a Genova nel luglio 2001 e sulle gravi e molteplici violazioni dei diritti umani commesse in pochi giorni nei confronti di centinaia di persone.
Il quadro complessivo che emerge da questa sentenza di appello, da quella emessa nel marzo scorso relativamente alle brutalità compiute a Bolzaneto e da altre decisioni precedenti, rende quest'analisi necessaria. I sistemi operativi e di controllo delle forze di polizia non garantirono la protezione e la sicurezza dei manifestanti e tuttora manca un'analisi interna a questi organismi di tale fallimento. Le lacune di sistema che hanno concorso alle violazioni dei diritti umani alla scuola Diaz non sono state colmate dalle autorità italiane, che non hanno adottato alcuna misura per impedire abusi di analoga natura da parte della polizia.
«Quanto accaduto alla scuola Diaz potrebbe ripetersi se le autorità non diranno a chiare lettere che le violazioni dei diritti umani da parte delle forze di polizia non sono tollerate e non assumeranno le necessarie misure di riforma dei meccanismi che a Genova non garantirono sicurezza e protezione dei diritti fondamentali di tutti», ha affermato l'associazione. Amnesty International rinnova la richiesta alle autorità italiane di introdurre il reato di tortura, con le caratteristiche previste dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, istituire un meccanismo indipendente per accertare le responsabilità delle forze di polizia e dare attuazione a tutte le raccomandazioni degli organismi internazionali, incluse quelle sull'identificazione delle forze di polizia durante le operazioni di ordine pubblico.




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