Sergio Fumich è nato a Trieste nel 1947. Ha svolto attività pubblicistica dal 1978 al 1995 come collaboratore del quotidiano di Lodi Il Cittadino. È stato direttore responsabile di alcuni fogli locali e della rivista di poesia Keraunia. Ha pubblicato libri di poesia e di racconti, libri di fotografia e grafica, libri ed opuscoli divulgativi.

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Informazione e Controinformazione sui Veri Problemi della Gente

A partire dal giorno 8 dicembre 2009, utilizzando lo strumento Sites di Google, fu pubblicato online il "foglio settimanale di Brembio e della Bassa Lodigiana" Fatti e Parole, un notiziario, come veniva definito, di "informazione e controinformazione sui veri problemi della gente". Facevano parte della redazione Sergio Fumich e Angelo Bergomi. Il foglio aveva inoltre per collaboratori Alberto Saracchi e Pino Botti. In realtà il foglio nacque quotidiano. Nel solo dicembre del 2009 furono pubblicati 24 numeri. Aumentate le pagine, sette, il foglio divenne settimanale, ogni pagina era realizzata in un giorno della settimana. Successivamente, a fine 2010 il foglio migrò su altro server. In questa pagina sono raccolti articoli e commenti redatti da Sergio Fumich su temi di varia umanità, recuperati dalle pagine archiviate su Google Sites.

        

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INDICE

:: Anno II, numero 129 - Domenica, 16 Maggio 2010
-- L'uso strumentale di un progetto mancato.
-- Il mito della tangenzialina brembiese.
:: Anno II, numero 130 - Domenica, 23 Maggio 2010
-- Una buona azione.
-- Colpevoli.
-- Il piccolo colpo di mano sventato da una denuncia di Repubblica.

REPORTAGE. TRA REALTÀ E PROPAGANDA L'USO STRUMENTALE DI UN PROGETTO MANCATO


IL MITO DELLA TANGENZIALINA BREMBIESE

2002, PAROLA DEI DS: SARÀ PROGETTATA NEL 2003, REALIZZATA NEL 2004

Facciamo cominciare la nostra storia il 19 ottobre 2002. Nella realtà delle cose tutta la vicenda ufficialmente inizia il 18 luglio 1997; ufficialmente, si badi bene, perché già da qualche tempo prima erano state poste le sue basi in ambito di giunta comunale.
Perché il 19 ottobre 2002? Accade che quel giorno sul quotidiano di Lodi Il Cittadino compare un articolo firmato da Dario Paladini con un titolo forte «Paralizzeremo il polo logistico», con sommario: Comunisti contro area industriale e traffico dei tir; ed un occhiello che spiega: Minacciata la rottura col centrosinistra: «Una variante oppure faremo blocchi stradali». A quel tempo sindaco di Brembio era l'avvocato Angelo Cortesini che guidava una giunta di centrosinistra sostenuta da una maggioranza formata da DS e Rifondazione comunista. La logistica Fiege Borruso in località Garibaldino era già stata insediata e di lì a pochi mesi avrebbe iniziato la sua attività.

  

L'articolo di Paladini preannunciava una forte protesta: "Una serie di iniziative di protesta, tra cui il blocco del traffico, è questa la posizione di Rifondazione Comunista di Brembio, emersa dopo l'incontro tenutosi giovedì sera presso la sezione dei Ds locali con la rappresentanza del partito, in merito all'avvio nei prossimi mesi dell'attività del polo logistico in località Garibaldino, tra Brembio e Secugnago. Marco Alloni, segretario del partito a Brembio, illustra le motivazioni dell'incontro con i Ds e della conseguente presa di posizione: «Non si è trattato di una verifica di maggioranza a livello comunale e amministrativo, quanto di un incontro politico, sollecitato da tempo, per verificare i rapporti tra i nostri partiti. La questione viabilità resta comunque l'argomento principale e per noi imprescindibile della nostra politica a livello locale. Tra qualche mese comincerà l'attività vera e propria del nuovo polo di logistica di Brembio e Secugnago. Tra qualche mese, quindi, un numero elevato di camion attraverserà le vie dei paesi coinvolti: Secugnago, Brembio e inevitabilmente anche Livraga. Tra l'altro nessuno vuole scaricare i propri problemi su altri comuni, si tratterebbe della classica guerra tra poveri. È facile prevedere, dunque, in assenza di uno sbocco del traffico, quali possano essere i disagi, per non dire i pericoli veri e propri, per la cittadinanza sia di viabilità che di salute, nonché i rischi d'incidenti. Inoltre a breve ci sarà un incontro con l'azienda che gestirà il polo. Per noi la soluzione migliore resta una bretella tra Brembio e Livraga con la tangenziale per raggiungere Ospedaletto Lodigiano. Sono state avanzate altre ipotesi, come una piccola tangenziale che colleghi il polo direttamente alla via Emilia. Due comunque sono i punti certi. Per primo abbiamo bisogno di impegni più seri e non più di semplici parole; poi, i lavori non partiranno fino a quando non verrà garantito uno sfogo del traffico intorno all'area di logistica: siamo pronti a iniziative di protesta, come il blocco del traffico e di conseguenza a rivedere i rapporti coi Ds»".
L'articolo riportava anche un commento del segretario provinciale di Rifondazione, Andrea Viani: «Risolvere il problema della viabilità intorno al polo logistico di Brembio e Secugnago è fondamentale e ci impegneremo a organizzare varie forme di protesta se i camion dovessero passare per i paesi. Tuttavia - aggiungeva Viani, - bisogna cogliere un secondo aspetto: il Lodigiano e in particolare la Bassa sono sempre più un concentrato di Logistica e hanno così sacrificato la vocazione agroalimentare delle loro industrie».
A livello locale la risposta dei Ds non si faceva attendere. Arrivava attraverso un volantino del direttivo dei Ds di Brembio, distribuito alla popolazione, intitolato «A proposito di polo logistico». Il volantino non riporta una data, ma dal testo appare evidente che è stato redatto dopo il 24 ottobre 2002.
Il 24 ottobre 2002 è un'altra data di rilievo, in quanto in Via Grandi, in Provincia, si tiene un incontro cui partecipano per la Provincia il vice presidente e assessore alla viabilità Mauro Paganini e il dirigente del settore strade architetto Savino Garilli, per il comune di Secugnago il sindaco Antonio Betti e il vicesindaco Giusi Maggioni, per Brembio il sindaco Angelo Cortesini, il vicesindaco Aldo Arnaldi e l'assessore Gianbattista Cappelletti, per Livraga il sindaco Emerenziano Abbà, l'assessore Giuseppe Bongiorni ed il tecnico comunale Emilio Boriani, per Ospedaletto il sindaco Gianfranco Montanari. Della riunione Il Cittadino ne dà notizia titolando «Tra i capannoni di Secugnago servono strade per 5 milioni». L'articolo, siglato B.C., annuncia che: «La Provincia ridisegna la viabilità tra Secugnago e Livraga: serviranno 5 milioni di euro per creare un reticolo di strade attorno alla zona industriale comprensoriale di Brembio e Secugnago», ma - c'è sempre un ma, - «Ma i soldi non ci sono tutti e quindi via Grandi chiede l'aiuto di enti locali e privati: una metà è già disponibile». Torniamo, però, al volantino dei Ds di Brembio.
Con una prassi mai smentita, neppure oggi con la trasformazione del partito in «Partito democratico», il direttivo Ds racconta un'altra storia, la «sua» storia.
«Riguardo l'articolo apparso sul Cittadino di sabato 19 ottobre - scrivono i Ds, - nel quale Rifondazione Comunista minacciava, in assenza di risposte certe sulla viabilità della zona industriale di Brembio, rotture politiche con il centrosinistra (con cui governa il Paese) e blocchi stradali, vogliamo dire in modo chiaro e netto che come Democratici di Sinistra riteniamo il contenuto dell'articolo in questione una risposta sbagliata e allarmistica ad un problema vero e serio; ma andiamo con ordine.
La riteniamo una risposta sbagliata (seppur legittima per una forza politica) perché il problema della viabilità non si risolve con le crisi di maggioranza ma con un paziente lavoro di progettazione che gli Enti locali coinvolti e le aziende interessate devono incessantemente mettere in essere e concretizzare, alfine di consentire che lo sviluppo sia, come si usa dire oggi, "sostenibile".
Questa è la via che come Democratici di Sinistra abbiamo sempre percorso e che continueremo a percorrere, indipendentemente dalle posizioni legittime, ma non condivisibili di Rifondazione Comunista perché questo è l'impegno che abbiamo preso con i cittadini di Brembio il giorno delle lontane elezioni del 1999.
In ogni caso i colleghi di Rifondazione Comunista hanno tutti gli elementi tecnici per poter valutare la credibilità delle soluzioni che sono state prospettate, non più tardi di giovedì 24 ottobre 2002, in un incontro tenutosi in Provincia di Lodi (al quale ha partecipato anche un loro rappresentante [l'assessore Cappelletti, ndr]) e che comunque erano state ampiamente anticipate e discusse già nell'incontro tenutosi tra D.S. e R.C.
Sta ora a Rifondazione Comunista scegliere tra due precise alternative: tornare ad imboccare assieme al resto della maggioranza la strada delle soluzioni concertate (che sinora aveva privilegiato avendo sempre votato a favore di tutti gli atti comunali compiuti per permettere all'azienda di insediarsi) o percorrere da sola la strada della rottura e della contestazione sterile.»
Ma il volantino del direttivo Ds non si limita a rispondere alle affermazioni dei compagni di governo del paese riportate dall'articolo di Dario Paladini. Il direttivo va ben oltre, tracimando in mera propaganda, una consuetudine che del resto, mutatis mutandis, si può ritrovare su altra questione anche oggi, ad esempio in un articolo del Cittadino di sabato 15. Si arriva, insomma, a travisare la realtà delle cose affermando con gran pompa certezze di cui il tempo galantuomo poi mostra la loro valenza di fiabe, buone per mettere a nanna la cittadinanza.
Così il volantino (il grassetto è nel testo originale):
«Vogliamo ora lanciare due messaggi precisi ai cittadini di Brembio:
a) L'insediamento di aziende attraverso uno sviluppo sostenibile, rappresentano un'opportunità per il nostro Comune e per il territorio ad esso limitrofo e non un problema (come si potrebbe desumere dalla campagna stampa negativa che da mesi sta colpendo quest'insediamento): grazie a questo sviluppo ci saranno opportunità lavorative, nuovi servizi, molti contributi ed una diminuzione delle tasse.
b) È assolutamente certo che i mezzi di trasporto legati alla logistica non transiteranno nel centro abitato di Brembio.
Riguardo le soluzioni viabilistiche (attorno alle quali ormai c'è il consenso di tutti) esse sono quelle già ampiamente anticipate sulla stampa nei mesi passati e cioè:
a) La realizzazione nel 2003 di una Bretella che collegherà l'area industriale alla Via Emilia escludendo così l'abitato di Secugnago;
b) La realizzazione, della progettazione nel 2003 e della costruzione nel 2004 della tangenzialina che collegherà l'area industriale alla S.P. 168 escludendo così l'abitato di Brembio (già approvate dalla Giunta Provinciale).»
Il volantino chiude con un annuncio, la cui vacuità è stata evidenziata anche recentissimamente dalla lotta dei lavoratori migranti della Fiege Borruso.
«Infine vogliamo annunciare che è intenzione dell'amministrazione comunale comunicare nei prossimi giorni, attraverso una conferenza stampa, tutte le notizie relative alle modalità di avviamento dell'insediamento produttivo (quanti camion, quanti posti di lavoro, in che tempi si svilupperà la produzione ecc. ecc.) e certamente i nostri concittadini potranno constatare che il "Babau" non è poi così brutto come sinora qualcuno ha voluto far credere». Allora capogruppo di maggioranza nonché assessore al bilancio era l'attuale sindaco Giuseppe Sozzi. Ma questo è solo l'anteprima. (continua)



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