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Sergio Fumich
L'ANIMA E IL VENTO
Indice
Ho dato uno schiaffo a Giorgio perché ha detto che Brahms è noioso. Giorgio mi ha guardato sorpreso, poi tragicamente: - Noioso noioso noioso noioso noioso -. Gli ho offerto da bere.
Il barista è sordo. Ho dovuto ripetergli due volte l'ordinazione. La gente che si fa ripetere due volte la stessa cosa mi irrita. Ruba il tempo. Cosa sarebbe accaduto in quel minuto? Giorgio mi avrebbe raccontato qualcosa, lo so. Forse perché trova noioso Brahms. Adesso si parla d'altro. Non saprò più perché trova noioso Brahms.
Nell'aperitivo manca un po' di gin. Anche Giorgio lo ha notato. Guardiamo con disappunto il barista e scoppiamo a ridere. Qualcuno ha sollevato il capo sonnolento, un attimo e ricade nel bicchiere.
Una bionda artificiale ci sfiora, svanisce. Di là suona un juke- box rauco. Giorgio mi racconta di Mà, una ragazzina che ha conosciuto al mare. Mi annoia. Cosa starà facendo Anna adesso?
Giorgio parla ancora. Dice che l'ha invitata alla festa che darà per San Silvestro. Quando è San Silvestro? Non so che giorno è oggi. Ventuno no ventisei no. Guardo in giro nella speranza di scorgere un calendario. Niente. Come sapere quando è San Silvestro? Può essere oggi... Giorgio lo sa.
- Quando è San Silvestro? -
Mi guarda, crede uno scherzo, riprende a parlare di Mà. Potrei chiedere al barista, rinuncio, dovrei ripetere la domanda due volte.
Giorgio ha finito rapidamente il suo aperitivo. Siamo usciti nel vento verso via Barzi. Gli chiedo a bruciapelo: - Il vento ha un'anima? - Mi guarda pensieroso.
- Non credo - risponde dubbioso.
- Anch'io! -
Sono soddisfatto. Proseguiamo a testa bassa. Il vento è forte.
- Giorgio, hai mai parlato al vento? -
- No - risponde pronto. - Qualche volta l'ho mandato al diavolo. - Perché non si può ammazzare il vento? So che odia il vento. Quando c'è vento dietro gli occhiali gli occhi gli si riempiono di lacrime.
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