Sergio Fumich è nato a Trieste nel 1947. Ha svolto attività pubblicistica dal 1978 al 1995 come collaboratore del quotidiano di Lodi Il Cittadino. È stato direttore responsabile di alcuni fogli locali e della rivista di poesia Keraunia. Ha pubblicato libri di poesia e di racconti, libri di fotografia e grafica, libri ed opuscoli divulgativi.

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IL SEPPELLITORE DI NUTRIE

Blog di Sergio Fumich


"La giusta comprensione di una cosa e la incom­pren­sione della stessa cosa non si escludono."

(Franz Kafka - Il processo)


LA FORESTA ORRIPILANTE DEI SOCIAL

L'idea che un social network sia una sorta di eden, dove ciascuno può crescere con la discussione, il confronto intelligente con altre persone, con lo scambio di informazioni utili nei più diversi campi e esperienza condivisa con gli altri, si dimostra al neofita dopo pochi post e contatti una pia illusione. Se cercava intelligenza trova idiozia; se cercava informazione trova disinformazione; se cercava persone con cui condividere le proprie esperienze, trova branchi di lupi pronti a sbranare chi non la pensa come loro, chi non si piega al pensiero unico dominante. Il diverso, soprattutto se esprime convinzioni di buon senso sulla realtà quotidiana, o un pensiero politico borderline rispetto ai canoni del politically correct imposto dal potere dominante occidentale, va tout court bullizzato. Ci pensano i tanti troll organizzati e disseminati nelle diverse comunità come untori per diffondere la pestilenza dell'idiozia e della disinformazione.
Stante il monocratismo dei gestori dei vari social network, fintamente travestito da collegialità della community degli utenti mai chiamata a partecipare alle decisioni, è facile per un'entità, gruppo, branco, colpire contenuti borderline, anche perchè gli untori, seguendo il successo riscontrato nelle redazioni dei giornali, dei media in genere, sono spesso infiltrati tra gli operatori che decidono senza appello. Bastano le rimostranze di pochi, peraltro protetti dall'anonimato garantito dal social, sui contenuti per ottenere che il malcapitato che in buona fede pensava di poter esprimere una propria idea sia processato e i contenuti pubblicati messi all'indice, sottoposti a restrizioni quando non cancellati. Tornerò in un prossimo articolo (Se la massa diventa un disvalore). Qui mi limito solo a segnalare un caso emblematico, su Youtube, che ha coinvolto il canale SocialTv Network, un canale attivo dal marzo 2016 e i cui video hanno registrato al momento in cui scrivo 24.930.540 visualizzazioni. Così SocialTvNetwork si descrive: "Non siamo giornalisti ma solo cittadini incazzati. Non creiamo informazione, ma diffondiamo le notizie censurate dai media. E lo faremo fino a quando il mainstream non cambierà".
Quanto è accaduto, ma par di capire, sebbene questo caso sia particolarmente grave, che la cosa si ripeta spesso, è spiegato nel video che segue linkato da Youtube. (Avviso ai naviganti: inutile farlo togliere perché ho registrato una copia che qui può sostituire l'originale).
Purtroppo, non ho fatto in tempo a conservare una copia del video. Il video però è ancora presente su Youtube, raggiungibile solo attaverso il canale SocialTv Network. Quella che segue è la videata della pagina. Sotto l'immagine trovate i tasti per far partire il video incriminato in modo da farsi un'idea di come quello che è accaduto è un ingiustificato attentato, vero e proprio, contro la libertà di espressione.


Postato il: 11 02 2019 10:37

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