Sergio Fumich è nato a Trieste nel 1947. Ha svolto attività pubblicistica dal 1978 al 1995 come collaboratore del quotidiano di Lodi Il Cittadino. È stato direttore responsabile di alcuni fogli locali e della rivista di poesia Keraunia. Ha pubblicato libri di poesia e di racconti, libri di fotografia e grafica, libri ed opuscoli divulgativi.

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IL SEPPELLITORE DI NUTRIE

Blog di Sergio Fumich


"La giusta comprensione di una cosa e la incom­pren­sione della stessa cosa non si escludono."

(Franz Kafka - Il processo)


VIETARE L'OPPIO DEL POPOLO AI MINORI

Finalmente sui media comincia a trasparire il vero volto di quei locali, di perdizione avrebbero detto una volta i moralisti a parole, generalmente indicati con il nome di discoteche, grazie anche ai genitori coinvolti nella strage, e diciamola sta parola!, di Corinaldo, le cui denunce sono raccolte e pub­bli­cate dai cronisti. Anche i social fanno da grancassa al­l'ac­ca­du­to. Uno su Facebook ha scritto: "Mi fanno ridere tutti quelli che scoprono l'acqua calda. Droga e armi nei locali? Biglietti venduti in eccesso? Qual è la novità? Da sempre succede così. Evidentemente non frequentate molto le discoteche". Locali, dunque, non per minori, ma perché tra tanta lagna politica di queste ore non si legge l'intenzione di vietarne l'accesso ai minori in qualunque ora del giorno? Ragioni di connivenza? Si toglierebbe un facile mercato, soprattutto giovanile, allo spaccio, all'oppio con cui si tiene il popolo lontano dalle strade dove riverserebbe la sua rabbia per una vita di merda?
I genitori dei minori di Corinaldo fanno il pianto greco ora, dicono di essere stati in qualche modo ingannati se non truffati dai biglietti che davano come inizio del concerto le ore 22,05. Paolo Curi, l'uomo che ha perso la moglie nella tra­ge­dia, dice a fatica come riporta Quotidiano.net, "Non era un ambiente adatto a dei ragazzini, non era un concerto, era una discoteca, provo rabbia perché siamo stati in qualche modo ingannati. Se avessimo saputo che non era un concerto non saremmo mai andati". In molti, riportano i giornali, si sono fidati dall'orario indicato nel biglietto. Ma, sempre secondo le informazioni raccolte dai cronisti, il 7 dicembre Sfera Ebbasta aveva in programma due dj set, uno a Rimini previsto per mezzanotte circa, l'altro a Corinaldo previsto verso le 2 del mattino, un'ora davvero poco consona alla maggioranza di minorenni presenti in discoteca. Va evidenziato il fatto che non di concerto si trattava: il dj set è soltanto una breve esibizione, un'ospitata detta in gergo. L'orario sui biglietti in genere indica l'inizio della serata e non quello della performance ai minimi termini annunciata.
Da quanto si vede sul web, il trapper viene ormai da molte ore attaccato sui social, accusato di "essere anche lui responsabile" della strage. Per contro i suoi fan che del suo oppio dei popoli si deliziano, lo difendono, così su Twitter, lo user Sfera Ebbasta Fans: "Possiamo solo immaginare cosa stai passando... troppe chiacchiere, poco rispetto verso di te. Forza King, noi siamo e saremo sempre con te". E non manca anche una sconcertante foto ad accompagnare il testo: "Gionata si è tatuato 6 stelle. 6 come le vittime nella discoteca di Corinaldo dove quella sera si sarebbe dovuto esibire". Come i piloti sui propri caccia in tempo di guerra. Fake? Forse. Ma l'immaginario dell'idiozia giovanile è irrefrenabile e resta comunque il fatto che sui media è stato detto che l'episodio dello spray al peperoncino aveva avuto altri precedenti durante le sue esibizioni. Ma quanto il trapper, come modello, sia lontano da tutto questo, lui, traspare da un suo post su Twitter, scriveva il 27 novembre: "Quando avevo 16 anni il sabato sera non andavo in discoteca, andavo in studio... sembravo scemo, tutti si divertivano e io no... Ora sembro meno scemo". È uno che ha capito, al contrario dei suoi fan, tutto della vita.
Giusto il commento di Vita: "Sfera Ebbasta è l'artista più ascoltato in Italia su Spotify nel 2018. Eppure, perché il mondo degli adulti decidesse di porre attenzione ai suoi testi, c'è voluta la strage di Corinaldo, di cui per altro il trapper non ha alcuna responsabilità né diretta né indiretta". Da aprile 2018, scrive Lorenzo Maria Alvaro nel suo articolo, sono 57,2 milioni di ascolti su Spotify cui vanno sommati 30 milioni di visualizzazioni su Youtube. Il giornalista di Vita sottolinea come il genere trap nato in America dieci anni fa come sottogenere dell'hip hop, rappresenti oggi il più puro distillato della cultura giovanile odierna, una colonna sonora che accompagna le vite di tutti i ragazzini dai 12 ai 17 anni, i più vulnerabili: esaltazione della droga e del suo uso innanzitutto, un uso stordente cercato da una forte volontà di non pensare, come viene esplicitato nel pezzo Nuvola di Drefgold, "Sono sempre in aria e non sento nada, qui c'è gente che parla ma io sono zitto e guarda: sto sulla mia nuvola, nella mia nuvola, con la mia nuvola in aria nel nulla". Uno sballo individualista tra quattro mura, nella trap house, da cui deriva il nome del genere, case abbandonate trasformate in luoghi di consumo; così Sfera Ebbasta in Blunt e Sprite, "Siamo in una casa in cento, mica in una casa in centro. Senti che odore di incenso. Mixo Sprite e succo denso. Voglio solo blunt e Sprite".
Figli, gli adolescenti, della generazione che negli anni Settanta ascoltava il punk rock rifiutando le regole e il sistema o negli anni Ottanta viveva l'edonismo sfrenato. Ah, le mamme di oggi. "Mamme che preferiscono sapere che il figlio si droga e tollerarlo piuttosto di non sapere che fa. Per questi ragazzini il principale problema è dimenticare, ecco perché usano sostanze che stordiscono, come la codeina", diceva a Vita Francesco "Fuzzy" Fracassi, fondatore di uno degli studi di registrazione più attrezzati di Roma. Ora la vacca è scappata e le porte della stalla ormai vuota sono state chiuse dalla politica e da chi doveva intervenire prima, inutile, dunque, aggiungere altro. Rimane un però: se la musica, quella che i giovani chiamano musica, è il vero insegnante, se il web è l'educatore degli adolescenti, che ci sta a fare una costosa scuola pubblica ridotta a mero parcheggio? Qualcuno risponda, grazie.

Postato il: 08 02 2019 18:22

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