Sergio Fumich è nato a Trieste nel 1947. Ha svolto attività pubblicistica dal 1978 al 1995 come collaboratore del quotidiano di Lodi Il Cittadino. È stato direttore responsabile di alcuni fogli locali e della rivista di poesia Keraunia. Ha pubblicato libri di poesia e di racconti, libri di fotografia e grafica, libri ed opuscoli divulgativi.

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IL SEPPELLITORE DI NUTRIE

Blog di Sergio Fumich


"La giusta comprensione di una cosa e la incom­pren­sione della stessa cosa non si escludono."

(Franz Kafka - Il processo)


LO SDOGANAMENTO SOCIALE DELL'IDIOZIA

Mosso dalla curiosità, avendo anch'io curato una edizione di Il mio Carso di Scipio Slataper, ho visitato la pagina di Amazon.it dedicata alle diverse proposte del libro in vendita sul sito. Si va dall'ebook gratuito, a edizioni con copertina flessibile, ad una edizione con copertina rigida. Dicevo per curiosità e la mia curiosità è stata subito solleticata dalla segnalazione della presenza di commenti effettuati da persone che hanno comperato il testo di Slataper. Parlerò di essi, ma prima voglio ricordare la figura dello scrittore, nato a Trieste nel 1988, che in termini di notorietà occupa un posto di rilievo nella storia letteraria della città. Solo poche parole, cominciando dalla sua collaborazione con La Voce.
Il mio Carso fu pubblicato nella Libreria della Voce nel 1912. Slataper, trasferitosi a Firenze per gli studi universitari - si laureò in lettere con una tesi su Ibsen, - nella città toscana entrò in contatto con i giovani letterati che gravitavano attorno alla rivista fondata da Giuseppe Prezzolini, La Voce, con cui collaborò assiduamente pubblicando numerosi articoli. In una serie di articoli pubblicati nel 1909 (le Lettere triestine), Slataper analizzava in particolare la situazione culturale della sua città natale in maniera molto critica, Trieste, per lui, mancava di "tradizioni di coltura". Gli articoli fecero discutere molto, soprattutto la borghesia triestina che si vezzava della propria italianità, basandola non solo su elementi etnici ma soprattutto su motivazioni di stampo culturale. Gli articoli furono visti, insomma, come un'accusa di milantato credito e tali da classificare Slataper come un traditore della causa irredentista perseguita da molta parte della borghesia triestina. Tornato a Trieste, nel settembre del 1913 Slataper si sposò ed ebbe dalla moglie, Gigetta Carniel, un figlio. Allo scoppio della guerra comunque, si arruolò volontario, come fecero altri triestini, nel regio esercito italiano e morì combattendo sul monte Podgora nel dicembre del 1915.
Il libro, il suo unico romanzo, rappresenta la sua opera più importante. È una sorta di autobiografia spirituale di tono fortemente lirico, che, come è stato scritto, attesta il cammino compiuto dallo scrittore, dall'esaltazione dell'io alla crisi provocata in lui dal dolore per il suicidio dell'amata Anna Pulitzer, crisi che gli fa intuire la necessitÓ di una legge morale pi¨ profonda per la propria vita.
Tornando ai commenti su Amazon.it, 12 in tutto, va detto subito che la metÓ esprimono un giudizio da 5 stelle. Quello, giudicato da Amazon come più positiva recensione del prodotto, inserita il 28 dicembre 2015 con il titolo Grande linguaggio figurativo, dice: "Sono rimasto affascinato dal potere con cui Slataper conduce il lettore nel luoghi più fantasiosi della sua mente. Riesce a offrire una rappresentazione concreta e tangibile delle sue visioni, sfoderando, al contempo, un linguaggio ricercato e calato alla perfezione in ogni definizione". Di seguito gli altri commenti positivi. "Un obbligo leggerlo per un amante del carso e le sue abitudini! Bellissimo lo consiglio a chiunque voglia viaggiare nel passato ancora presente in questi luoghi!", così un commento pubblicato il 2 gennaio 2013 col titolo Un must. E ancora Lamore di Slataper per il suo Carso, datato 25 luglio 2014, afferma: "Lettura interessante di questa opera, scritta da un innamorato della sua terra; in italiano a volte particolare per i sostantivi usati inusuali, ma comunque sia consigliabile". Così Un canto d'amore, del 18 marzo 2014: "Slataper mi ha preso per mano, mi ha aiutato a riscoprire gli attimi più intensi di gioia e di tristezza della mia vita... 'ed è stato dolce naufragar in questo mare'. Grazie, amico!". Un commento inserito il 14 luglio 2015, Una prosa poetica di sentimenti veri, dice: "In parte già letta cinquant'anni fa, che mi ha fatto ricordare e riscoprire sentimenti e valori forse oggi troppo dimenticati". Infine l'ultimo, datato maggio 2013 e riferito all'edizione BUR: "Raccolta di note discontinue di un ventenne Slataper errabondo e solitario per i monti del Carso, per le vie di Trieste, per l'Italia venerata e anelata. Sorta di libero e nostalgico canto autobiografico dell'adolescenza felice e dell'inquieta età adulta. Quando la vita è sofferenza, segnata come la pietra del Carso selvaggio, primordiale, ruvido ma vivo d'acque di radici e fusti. Slataper, volontario del Regio Esercito italiano, muore nel dicembre del 1915 durante una rischiosa operazione di pattugliamento sul monte Kalvarija (in sloveno, oggi Monte Calvario) ad ovest di Gorizia. Un nostro classico che non conoscevo; m'è piaciuto molto".
Tra i commenti negativi, Amazon sceglie questo da mettere in evidenza (ed il lettore capirà subito il perché), unico commento riferito ad una edizione cartacea: Altri tempi - "Il testo sconta tutta la sua età, essendo stato scritto nel 1912. Scipio Slataper morì poi nel 1915 durante la prima guerra mondiale, venendo insignito della medaglia d'oro. Il libro è di difficile lettura e molto frammentario, probabilmente visionario per i tempi (sotto i fumi dell'assenzio, magari...), ma oggi francamente deludente. Niente da dire su prezzo e spedizione, impeccabili come sempre". Due osservazioni: la prima è che l'autore del commento mostra, con quel "ma oggi francamente deludente", di avere non solo un'idea della funzione di un libro legata strettamente all'attualità, ma anche, tra le righe, alla capacitÓ di inserirsi destando interesse, magari anche regalando qualche finzione di originalità, nei temi che il pensiero unico dominante reclamizza. La seconda è banalmente quella della scarsa consapevolezza del significato di "classico della letteratura": un libro che ci fa soprattutto partecipi del sentire e di aspetti dell'epoca di riferimento; e che non pretende a priori, anche se pu˛ ottimamente riuscirci, insegnarci qualcosa sul nostro presente.
Che dire degli altri commenti? Cominciamo con questo Davvero noioso pubblicato il 20 ottobre 2014: "Scritto con linguaggio desueto, poco interessante, il libro non decolla mai, interessante solo per chi desidera un tuffo nel passato". Un po' sulla falsariga del precedente. Curioso quel "il libro non decolla mai", cosa si aspettava l'autore del commento, un pulp, un thriller secondo la moda d'oggi? Anche quest'altro commento, postato il 14 maggio 2015, recrimina per un'attesa delusa: "Mi aspettavo di meglio. L'idea era molto buona ma poi da metà libro in poi l'ho trovato molto noioso e ho fatto fatica a finirlo". L'idea era molto buona, dice, ah, il nostro Slataper difficilmente finirà come inserto di TV Sorrisi e canzoni.
Il Carso un luogo dal solo interesse storico, così parrebbe di capire dai commenti che seguono. Datato 28 maggio 2015, "Questo libro non mi interessa in quanto del Carso a me interessano esclusivamente quelli che riguardano la prima guerra mondiale", l'autore del commento Non mi interessa dovrebbe spiegare perché lo ha scaricato in formato ebook? Toh, Carso forse fa al caso mio, lo scarico, non parla della guerra, lo butto, non solo, ci scrivo un commento... così lascio un segno, esisto! Sulla stessa falsa riga dei precedenti quest'altro commento datato 22 novembre 2014: "Ho trovato questo scritto noioso,datato nello stile e al contrario di quanto pensavo non c'entra nulla con le vicende della Prima guerra mondiale". Forse anche perché è stato scritto nel 1912! Ma la cosa più folle è il titolo dato al commento: "Mi dispiace per l'autore"! Comunque, onestà intellettuale lo impone, bisogna segnalare che, forse, gli ultimi due utenti di Amazon sono stati depistati dalla descrizione del prodotto in formato Kindle, che riferendosi alla sua quarta di copertina riporta questo: "Mai come nel silenzio della notte, quando la trincea dorme e dieci metri più in là cè l'agguato del buio e delle fronde, si sente la presenza della guerra. La guerra non è nello scoppio delle granate o nella fucileria, e neanche nell'attacco a corpo a corpo. La guerra è in quel curioso spazio al di là della propria trincea, silenzioso, placido, col suo grano che matura senza scopo. È quel senso di sicura morte che cè più in là dove pure cè il sole e le strade secolari e le case dei contadini." Scipio Slataper.
Siamo all'ultimo commento, dulcis in fundo (si fa per dire). Datato 22 gennaio 2016, dice: "Noioso, fate a meno di comprarlo che non ne vale la pena..." (in realtà alla parola pena seguono oltre venti puntini). Il solo titolo dice che qualunque chiosa in merito sarebbe inutile: "Io non lo comprerei più". Già, ma perché dovrebbe farlo, ricomprarlo, comunque? Il mio Carso è un libro, non un pacchetto di patatine o una birra. Vero che, così facendo, il nostro commentatore è sicuro per il futuro di risparmiare ben altri 49 centesimi di euro. Tanto il costo dell'ebook (gratis nel periodo di prova).

Postato il: 11 10 2018 21:45

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